Elia Kazan - Biografia Elia Kazan, è stato uno dei registi più influenti della storia di Hollywood
(Kayseri, 7 settembre 1909 – New York, 28 settembre 2003)
Elia Kazan è nato a Istanbul, nell’allora Impero Ottomano, il 7 settembre 1909. I genitori appartengono alla perseguitata minoranza greca e ben presto, quando Elia ha solo 4 anni, decidono di rifarsi una vita a New York. Il giovane Kazan cresce con una grande ansia di rivalsa sociale, eccelle negli studi e frequenta la prestigiosa università di Yale dove comincia a interessarsi di teatro. Lasciata l’università diventa un attore professionista e poi un acclamato regista. Nel 1947, insieme all’amico Lee Strasberg fonderà l’Actor Studio, il tempio del “metodo Stanislavskij” negli USA.
All’apice del suo successo teatrale, Kazan decide di dedicarsi al cinema per dimostrare la possibilità di applicare i suoi metodi di regia anche a Hollywood. Il suo primo film, del 1945, è “Un albero cresce a Brooklyn”, una lirica storia di immigrazione che riceve subito due nomination agli Oscar. In “Barriera invisibile” (1947) è uno dei primi ad occuparsi del tema dell’antisemitismo negli USA, prima considerato un tabù. Il film gli frutta il suo primo Oscar come Miglior Regista. Con il thriller “Bandiera gialla” (1950), magistralmente interpretato da Richard Widmark e filmato con toni documentaristici nei bassifondi di New Orleans, si aggiudica un premio a Venezia, oltre ad altri due Oscar.
Nel 1951 il genio di Kazan incrocia il talento del giovane Marlon Brando, che diviene il suo attore feticcio. I due realizzeranno insieme una serie di film che passeranno alla storia come classici del cinema: da “Un tram che si chiama desiderio” (1951), tratto dalla piece di Tennessee Williams, a “Viva Zapata” (1952), dramma rivoluzionario ambientato in Messico e soprattutto “Fronte del porto” (1954), ambientato nel turbolento mondo degli scaricatori di porto di New York. Il film, dallo straordinario successo di pubblico, lancia definitivamente Brando come una leggenda vivente, viene nominato per 12 statuette e ne vince 8, compreso Miglior Regista, Miglior Film e Miglior Attore. Subito dopo, Kazan gira “La valle dell’Eden” (1955), dal romanzo di John Steinbeck, contribuendo a lanciare anche il leggendario James Dean. Del 1956 è il torbido e scandaloso “Baby Doll – La bambola viva”, interpretato da Eli Wallach, Carroll Baker e Karl Malden.
Negli anni Sessanta il regista non perde il suo tocco realizzando film come “Splendore nell’erba” (1961) con Natalie Wood e Warren Beatty o “Il ribelle dell’Anatolia” (1963), biografia romanzata di un immigrato greco-turco, dedicata a suo padre e a suo zio.
I suoi ultimi film però, come il thriller “I visitatori” (1972) e “Gli ultimi fuochi” (1976), tratto dalla piece di Harold Pinter, sono ricevuti freddamente in una Hollywood che ormai sta cambiando. Kazan decide di ritirarsi, non ancora settantenne. Riceverà un altro Oscar, questa volta alla carriera, nel 1999. Alla sua filmografia si ispirano dichiaratamente decine di registi più giovani da John Cassavetes a Arthur Penn, passando per Woody Allen, Scorsese e Kubrick. Muore, all’età di 94 anni, il 28 settembre 2003.
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