East End: l’incontro diretto con gli autori

Luca Scanferla, Giuseppe Squillaci e Giovanni Costantino, rispettivamente autori e distributore, hanno presentato “East End”, oggi, a Roma, in conferenza stampa dove hanno avuto la possibilità di raccontare la genesi, la produzione e l’immaginario di questo originale film di animazione, che sarà nelle sale cinematografiche dal 3 Maggio 2017.

East End: un’avventura produttiva

Scena del film East End

“East End” è un progetto che prende vita per raccontare, in modo ironico e divertente, la realtà di cui facciamo parte attraverso le storie di piccoli personaggi che influenzati in maniera marginale dagli adulti i quali si muovono spesso in maniera inadeguata, non fanno altro che combinare guai, con una periferica e malfamata Roma sullo sfondo.

Nasce nello studio CaneCane, quando Puccio, Giuseppe Squillaci su un tovagliolino di carta fa un disegnino che subito verrà arricchito dal suo compagno di avventura Skanf, Luca Scanferla. Grazie poi, al prezioso aiuto dell’intero gruppo artistico in 3 anni, i personaggi, lo stile, le musiche e gli effetti visivi hanno preso forma.

“La realizzazione del film è avvenuta grazie alla dedizione e all’impegno di un meraviglioso e numeroso gruppo di lavoro, dagli animatori ai disegnatori, dalle scenografie alle musiche, che ha fatto anche più del dovuto”.

East End: un esplicito senso etico

Con un costo di un milione di euro in Italia “East End”, un film che nasce come serie tv, si impegna ad affrontare temi e contenuti molti attuali e come dice lo stesso Scanferla “abbiamo messo quello che pensiamo e quello che viviamo, i nostri gusti, anche comici, proprio perché volevamo fosse un film divertente, soprattutto perché l’ironia ci è sembrato l’unico modo con cui poterlo fare. Con incoscienza forse, ma abbiamo toccato determinati temi con molta delicatezza e crediamo di aver dato spunto di riflessione: è vero che bisogna divertirsi ma non bisogna dimenticare di pensare”.

I soggetti Squillaci e Scanferla sono personaggi che crescono, che si interrogano tra loro e questi interrogativi sono quelli che i due autori hanno voluto portare avanti. Al di là di tutta la satira c’è comunque un senso etico che deve necessariamente essere sottolineato: “nella nostra idea di racconto non c’era una storia fatta esclusivamente di battute ironiche e divertenti scatenando una risata dietro l’altra – dice Squillaci – ma volevamo innanzitutto mostrare come sotto sotto, in mezzo a questo bombardamento di cose da fare, di decisioni da prendere, l’amicizia e l’amore possano risolvere molti di questi problemi.

A che tipo di pubblico si rivolge East End?

East End film In molti si chiedono se “East End” è adatto ai bambini, non per quei pochi accenni alla violenza che ogni tanto vengono proposti, ma per la profondità dei temi affrontati. In realtà i due autori ci dicono che non si sono posti il problema del target di riferimento, sembrava limitativo. Di certo non pensavano ai bambini, ma “per apprezzarlo basta avere dai 14 anni in su e con la supervisione degli adulti anche dai 10 anni in poi”.

Ormai la bollatura che i cartoni animati sono rivolti ai bambini e che gli adulti guardano film in cui ci sono attori reali che recitano, non c’è più, forse solo in Italia è ancora presente questo ‘pregiudizio’. “La risposta da parte dei bambini è stata, invece, positiva – ci tiene a sottolineare Giovanni Costantino – certo con molte domande su cosa fosse il terrorismo o sul perché di determinati gesti o eventi”.

“Pur essendo un film sotto censura ‘per violenza gratuita che può portare all’emulazione’ noi crediamo che queste sono notizie da loro già recepite, sono contenuti che arrivano; magari non sono in grado di capirne l’ironia ma per quello c’è il genitore preparato che lo aiuta ad affrontare certi temi”.

Se la censura ribalta il verdetto in appello si parte con circa 30 sale per fare un percorso fino a settembre “perché crediamo molto nell’opera”, se vietata ai minori i numeri saranno diversi e si stroncherà a livello commerciale una giovane produzione “per cui ci auguriamo ci sia un giudizio un po’ più lungimirante”.

Non sono cose nuove, ma anzi  si vedono tutti i giorni, attraverso Facebook, giornali, televisione, action-movie grazie ai quali i bambini sono esposti a un tale livello di violenza di comunicazione ed immagini che “East End” non è di certo il film che può scandalizzare anche perché sarebbe difficile emulare dei personaggi di cartoni animati che sanno benissimo essere lontani dalla realtà.

East End: un’ ambientazione tutta romana

Forse per il mercato estero è un film troppo italiano? L’autore Skanf ci fa riflettere rispondendo in maniera molto efficace e intelligente: ” Quanti film sul baseball avete visto ambientati in una città americana di cui non sapete nulla? Quante serie tv ambientate a Baltimora? Perché il film ambientnato a Roma non dovrebbe essere internazionale quando la capitale italiana è una location richiestissima?

La pellicola è ambientata fuori il raccordo, si vede il cupolone di piazza San Pietro ma da lontano: siamo in un quartiere periferico, che potrebbe essere quello di qualsiasi capitale europea, in più ci sono personaggi che tutti conoscono come il papa anche Francesco Totti quindi stiamo parlando di un immaginario compreso tanto e da tutti  tanto che all’estero ha riscontrato immediatamente collaborazione e interesse, più che in Italia.

Stupisce invece la mancanza di dialetto essendo in un sobborgo romano ci si aspettavano dei bambini un po’ volgarotti ma in realtà a fare luce su questo quesito è Squillaci che così giustifica: ” Il nostro obbiettivo non era di andare a rappresentare la periferia più malfamata ma la nuova borghesia impoverita. Sono quartieri nuovi fatti alla carlona, non siamo a Tor Bella Monaca ma a Ponte di Nona, ecco.”

Comunque sia “East End” ha riscontrato una risposta positiva e incoraggiante “anche perché – come ci dice Costantino – ci sono stati dei circuiti come quello di Ferrero, generalmente ultracommercialistico che si è aperto a delle opere indipendenti per cui abbiamo avuto l’ok da quelle che sono le sale d’essay che ci seguono da una vita: Genova, Bari, Roma, Torino che hanno risposto tutti subito, anche Vicenza, Cattolica.  C’è stata difficoltà invece  nella città di Milano dove abbiamo ricevuto risposte come ‘è dissacrante’ o ‘non facciamo animazione'”.

Ricordiamo che “East End”, diretto e scritto da Luca Scanferla e Giuseppe Squillaci, con la supervisione di Federico Moccia per la sceneggiatura, è nelle sale cinematografiche dal 3 Maggio 2017.

Roberta Perillo

21/04/2017

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