Dustin Hoffman - Biografia
Dustin Hoffman, attore indiscutibile, ma dalle maniere non proprio affabili
(Los Angeles, 8 agosto 1937)
Pessima reputazione, ottime prestazioni: potrebbe essere questo lo “slogan” perfetto per Dustin Hoffman, losangelino doc che a Hollywood sembra trovarsi decisamente a suo agio, nonostante “non abbia mai cercato il successo, mi sono messo a recitare per passione e non credevo di arrivare dove sono adesso” (parole sue), famoso tra i colleghi per essere uno degli attori con i quali è più difficile lavorare: esigente e perfezionista.
Ma del resto un artista che nella sua lunga carriera ha collezionato ruoli come quello di Benjamin Braddock ne “Il laureato” (1967), di Mike Nichols, o quello di Michael Dorsey/Dorothy Michaels in quella perla che è “Tootsie”, del 1982, diretto da Sydney Pollack, qualche bizzarria se la può certo permettere. Dustin Hoffman lascia il college dopo solo un anno a causa dei brutti voti, ma la sua innata propensione per le scene, emersa durante un corso di recitazione, gli porta fortuna.
L’esordio sul grande schermo avviene proprio con “Il Laureato”, che gli vale la prima candidatura all’Oscar. Lavora poi in “Alfredo, Alfredo” (1972), scritto e diretto da Pietro Germi, con una splendida Stefania Sandrelli. Seguono una lunga serie di film che lo lanciano nell’Olimpo delle stelle di Hollywood: il bellissimo “Papillon” (1973), di Franklin J. Schaffner, in cui insieme a Steve McQueen, sconta le proprie colpe nel bagno penaledella Guyana; “Tutti gli uomini del Presidente” (1976), di Alan J. Pakula, dove condivide la scena con Robert Redford, “Il maratoneta” (1976), in cui viene diretto da John Schlesinger; “Kramer contro Kramer” (1979) di Robert Benton, in cui lavora accanto alla giovanissima Meryl Streep. I due danno vita ad una coppia di coniugi in crisi che si contendono l’affidamente del figlioletto e per questa prova Dustin Hoffman vince l’Oscar nel 1980 per la Miglior Interpretazione Maschile (ne vincerà un altro nel 1989 come Miglior Attore Protagonista di “Rain Man” (1988), di Barry Levinson, in cui si trasforma in un uomo affetto da autismo).
Sempre nel 1980 divorzia dalla prima moglie, Anne Byrne Hoffman, sposata nel 1969 e dalla quale ha avuto due figli. Curiosamente, il suo status di “single” dura solo 6 giorni: il 6 ottobre viene ratificato il divorzio da Anne, ed il 12 ottobre (anniversario della scoperta dell’America), convola nuovamente a nozze con l’attuale consorte, Lisa Gottese, con la quale ha avuto quattro figli.
Forte di un successo che gli deriva da un’innata bravuta, stimato da tutto il mondo dello spettacolo, Dustin Hoffman a questo punto può permettersi di “scegliere” i ruoli che più gli piacciono, anche quando si tratta di interpretare parti tutt’altro che drammatiche. Nel 1990 è nel cast di “Dick Tracy” di Warren Beatty, tratto dall’omonimo fumetto, e solo un anno dopo veste i panni del cattivo Capitan Uncino in “Hook – Capitan Uncino” di Steven Spielberg, al fianco della Campanellino Julia Roberts e di Robin Williams, Peter Pan cresciuto e in odor di pancetta da vita sedentaria.
Nel 1992 diventa per Stephen Frears “Eroe per caso”, mentre nel 1996 è l’avvocato Danny Snyder nel corale “Sleepers”, di nuovo diretto da Barry Levinson. Seguono: “Sesso e potere” (1997), ancora di Levinson con Robert De Niro, con cui aveva già lavorato in “Sleepers”; “La giuria” (2003), di Gary Fleder, con John Cusack e Rachel Weisz (tratto da un romanzo di John Grisham); “I Heart Huckabees” (2004), di David O. Russell, “Mi presenti i tuoi?” (2004), di Jay Roach, in cui è il padre, decisamente fuori dalle righe, di Ben Stiller. Al suo fianco un’eccentrica Barbra Streisand e ancora Robert De Niro, perfettamente calato nel personaggio del rigido consuocero, ex agente dellla CIA.
Ritorna poi nel magico mondo di Peter Pan grazie a un emozionante “Neverland – Un sogno per la vita” (2004), di Marc Forster (che lo dirigerà anche in “Vero come la finzione”, 2006), insieme a Johnny Depp e Kate Winslet. Poi è la volta di “Mr. Magorium e la Bottega delle Meraviglie” (2007), di Zach Helm, una fiaba per bambini, in cui recita insieme a Natalie Portman, mentre nel 2008 in “Kung Fu Panda”, film animato della DreamWorks Animation, l’attore presta la voce, nella versione originale, al personaggio di Shifu, il piccolo panda rosso maestro di kung fu, coprotagonista del film.
In "La versione di Barney" (2010), adattamento cinematografico del romanzo di Mordecai Richler, Dustin Hoffman veste i panni del padre del protagonista, interpretato da Paul Giamatti, un ricco ebreo canadese, produttore televisivo di successo, che passati i sessant'anni decide - apparentemente controvoglia - di scrivere una autobiografia.
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