In queste settimane Rete4 sta trasmettendo la serie cinematografica di Don Camillo e Peppone, ispirata ai romanzi di Giovannino Guareschi, scrittore, giornalista ma anche umorista e disegnatore. Per la storia del cinema del dopoguerra, la realizzazione di questi film fu una vera e propria impresa. Tutti gli episodi, che nascono da una produzione franco-italiana, hanno utilizzato, dal 1951 al 1965 un intero paese come set. La scelta cadde su Brescello, nella pianura emiliana, tra Parma e Reggio Emilia. Nei dieci anni in cui Fernandel e Gino Cervi girarono la serie cinematografica, Brescello divenne il centro di quel "piccolo mondo... tra il Po e l'Appenino" così come se lo era immaginato Guareschi e ancora oggi il paese attira i turisti sulle orme del parrocco e dell'onorevole. Il comune offre tutto un percorso che da una strada a una casa, con precise informazioni e cartelli, vi porta davanti ai luoghi dei ciak più significativi: la stazione, la casa del sindaco, la scuola, il municipio e la chiesa di Santa Maria. Quest' ultimi si affacciano sulla piazza principale dove sono state collocate le statue in bronzo a grandezza naturale dei due protagonisti. Furono donate alla città nel 2001 in occasione dei 50 anni dal primo ciak. All'interno della chiesa, in una piccola cappella laterale è visibile il "Cristo parlante" con cui Don Camillo intavolava lunghi dibattiti. Il crocefisso era in realtà parte della scenografia e non dell'arredamento ecclesiastico, anche perchè le scene girate in interni erano set realizzati a Cinecittà: la Curia infatti non diede l'autorizzazione ai registi, Julien Duvivier, Carmine Gallone e Luigi Comencini, di lavorare nella chiesa del paese. Poco distante c'è il museo. E' piccolo ma ben fornito di materiale proveniente dal set: ci sono la moto Guzzi di Peppone e la bicicletta di Don Camillo, ma anche il carro armato di "Don Camillo e l'Onorevole Peppone" e la locomotiva, mentre nelle sue sale si possono leggere articoli da giornali e riviste dell'epoca con molti anedotti sulla lunga permanenza della troupe in paese. Sotto i portici della piazza principale è ancora visibile l'ufficio in cui la casa di produzione Rizzoli reclutava le comparse e poco fuori dal paese si trova la cappella con la Madonnina del Borghetto, protagonista dell'episodio "Don Camillo Monsignore ma non troppo". Una visita a Brescello o una serata con Don Camillo e Peppone, con le loro immagini in bianco e nero e le battute innocenti ci regalano un tuffo in un'Italia che non c'è più.
Testo di Barbara Mattiuzzo
Foto di Fabio Mattiuzzo
28 / 11 / 2008
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