Diario Cannes: Seconda giornata Entriamo nel vivo di questa 61esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Cannes con le proiezioni dei film in gara e il colore delle sfilate sul tappeto rosso. I lungometraggi presentati ieri sono stati: “Les Trois Singes” di Nuri Bilge Ceylan; “Leonera” di Pablo Trapero e "Waltz With Bashir" diAri Folman. Il turco “Les Trois Singes” è stato accolto da applausi alla prima proiezione, il lungometraggio è incentrato su una famiglia che per sopravvivere a se stessa si riempie di bugie, insabbiando sempre di più la verità, non vedendo, non ascoltando e non parlando. L’argentino “Leonera” (tradotto letteralmente porcile) asciutto e d'effetto, è stato accolto da applausi dalla stampa e oggi il cast farà la sua meritata Montè de marche. Il tema centrale riguarda le brutture di un carcere femminile, in particolare per le donne incinte e per i loro bambini, attraverso la figura di Julia, interpretata da sua moglie Martina Gusman, realmente in attesa di un bambino durante la lavorazione. L'intenzione del regista è raccontare la drammatica detenzione di una ragazza madre, le sue angosce e paure. E anche la vita dietro le sbarre, la rivalità e al tempo stesso la solidarietà tra detenute. “Waltz With Bashir" dell'israeliano Ari Folman, l'unico film d'animazione in concorso a Cannes, è un documentario, singolare nel suo genere, in cui si evoca il massacro di Sabra e Chatila, alla periferia di Beirut nell'82: centinaia di palestinesi rifugiati furono massacrati da milizie cristiane libanesi. I disegni sono essenziali, quasi una grafica di una sola tonalità grigia e cupa, con sprazzi di blu e giallo. Si inizia con 26 cani neri che irrompono sulla scena. Corrono inferociti lungo le strade di una città, non curanti di ciò che incontrano. La loro corsa si ferma davanti alla casa di un uomo che guarda da una finestra. Gli animali minacciosi non sono altro che l'incubo ricorrente di un amico del regista. Il numero 26 non è casuale: è esattamente il numero dei cani che aveva ucciso durante la guerra in Libano, all'inizio degli anni '80. Il regista, anche lui ex soldato (all'epoca aveva 17 anni), non ricorda nulla del conflitto, nonostante avesse vissuto gli stessi episodi dell'amico. Per cercare di comprendere il perché della rimozione, Folman inizia un viaggio alla ricerca dei suoi ex commilitoni. Strutturato come un vero documentario, i protagonisti si alternano ricostruendo quanto accaduto. Dal punto di vista delle celebrazioni ieri è stata la festa dei panda e della coppia più bella del mondo, i Brangelina. Il red carpet della proiezione ufficiale di “Kung Fu Panda” era dei più attesi per la presenza di un cast hollywoodiano: Brad Pitt, in qualità di accompagnatore, non ha mancato l'evento dando il braccio a Angelina Jolie in attesa di due gemelle che forse vedranno la luce proprio in Francia in estate. Abito verde scuro scollato e tatuaggi, la Jolie e la “voce” del film Jack Black, scherzavano con il gigantesco Panda di peluche, ad uso dei fotografi. Insieme a loro, Dustin Hoffman e l'attrice Lucy Liu (voce della vipera), in abito Cavalli in chiffon di seta color perla. Nel frattempo il direttore artistico Thierry Fremaux sta raccogliendo i frutti del suo lavoro per le sue scelte felici di film e documentari, e si attende con impazienza la proiezione speciale di “C'est dur d'etre aimes par des cons” di Daniel Le Conte, l'evento più chiacchierato del week end.
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