Diablo Cody: dalla lap dance all’Academy Award Nel panorama del cinema di questo ultimo periodo c’è un personaggio nuovo e davvero curioso che, con una formazione culturale anomala, si è imposta all’attenzione degli studios americani. All’anagrafe si chiama Brook Busey, nata a Chicago il 14 giugno 1978, ma oramai è nota con l’incisivo pseudonimo Diablo Cody. In gioventù si diploma alla Benet Academy, un liceo cattolico gestito dalle suore benedettine a Lisle (Illinois) frequentato anche da altri personaggi dello spettacolo in passato. Poi si laurea all’Università dello Iowa in scienze della comunicazione e scrittura creativa. Per sbarcare il lunario durante gli studi si cimenta in vari lavori tra cui dj per una radio locale e segretaria in uno studio legale e nel frattempo si dedica alla sua passione primaria scrivendo nel blog – ancora attivo – “Pussy Ranch”. Trasferitasi a Minneapolis si sposa – ma dopo poco si separa - con il musicista Jon Hunt e comincia una carriera non proprio convenzionale in uno strip club, lo Skyway Lounge , arrotondando anche in un peep show e nelle hotline. Le esperienze forti vissute in questo periodo le danno il giusto stimolo per ricominciare seriamente a scrivere. Diventa giornalista per il quotidiano alternativo “City Pages”, poi per il settimanale “Jane” fino ad approdare al popolare “Entertainment Weekly” come collaboratrice. Contemporaneamente viene pubblicata una sua raccolta di memorie dei giorni piccanti “Candy girl: a year in the life of an unlikely stripper”. Il suo manager Mason Novick la incita a fare di più e così nasce la sceneggiatura di “Juno”, la storia di una teenager che rimane incinta e decide di tenere il bambino per darlo in adozione a una famiglia benestante. Lo screenplay viene scelto dalla casa di produzione e diretto dal giovane Jason Reitman, la commedia ha uno straordinario successo, anche grazie all’interpretazione della giovane Ellen Page, di Michael Cera e di Jennifer Gardner. La freschezza del film porta premi a volontà: nel 2007 vince il Marcaurelio alla seconda edizione del Festival del cinema di Roma, riceve una nomination al Golden Globe e al Bafta e viene candidato a 4 premi Oscar, e uno va proprio a lei, la giovane e inaspettata Diablo, per la migliore sceneggiatura originale. Il lungometraggio è una piccola storia come tante che promuove la libertà di scelta sulla gravidanza. Da noi è stato recentemente – e a nostro avviso erroneamente – portato come bandiera di chi è contro l’aborto, argomento che ha avuto una grande recrudescenza in Italia. Ma Diablo va avanti e non si ferma al primo successo. Adesso è il suo momento e tutti la corteggiano per averla vicino, il prossimo progetto è la serie televisiva “The United States of Tara”, soggetto di Steven Spielberg, recitato da Toni Colette. L’artista ha inoltre scritto tre sceneggiature già vendute alla Universal Studios: “Jennifer’s Body”, “Girly Style” e“Burlesque”…non male, no? Sicuramente un personaggio dal passato così originale avrà altre sorprese da riservarci. La sua premiazione al Kodak Theater, in abito animalier di Roberto Cavalli, è commovente e buffa, proprio come il suo personaggio.
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