Darren Aronofsky nasce a New York ed è estremamente creativo fin dai tempi della scuola, quando si dedica ai graffiti.
Studia cinema alla Harvard University e la sua tesi di laurea è il film “Supermarket Sweep” (1991) con Sean Gullette. Sarà lui il protagonista del successivo lungometraggio “π - Il teorema del delirio” del 1998. Gullette è Max, un genio della matematica che soffre di tremende emicranie e vive chiuso nel suo microcosmo. Casa sua è una specie di laboratorio alla Matrix con il super computer Euclide e le formiche che vi girano indisturbate. Il nostro eroe impazzirà e forse si suiciderà in un crescendo di musica e numeri. Paranoico ma affascinante, “π - Il teorema del delirio” è girato rigorosamente in bianco e nero ed ha una colonna sonora da urlo. Ovviamente va benissimo al Sundance Film Festival e diventa un cult.
Il lavoro successivo è il meraviglioso “Requiem For a Dream” del 2000 in cui Aronofsky sembra essere e ispirato a Terry Gilliam da una parte e a David Lynch dall’altra. Tratto da un racconto di Huber Selby jr. “Requiem For a Dream” vede al centro della propria storia quattro persone, vittime della dipendenza: a partire da quella di Sara (una splendida Ellen Burstyn, nominata agli Oscar come Miglior Attrice Protagonista), madre di famiglia, succube della televisione e delle pillole per dimagrire; fino ad arrivare al figlio Harry (Jared Leto) alla sua fidanzata (Jennifer Connelly) e a un loro amico, intrappolati nel tunnel della droga. Il ritmo narrativo è scandito dal trascorrere delle stagioni, che corrispondono all’irreversibile e drammatica evoluzione delle vite dei protagonisti. Poi Aronofsky ci mette ben sei anni per partorire la sua creatura successiva: ilfilosofico “The Fountain” (2006).
Sempre più visionario, il regista è in corsa per il Leone d’Oro al Festival di Venezia, ma la pellicola si rivela un flop ai botteghini. Ambientato in tempi e luoghi diversi, ha come protagonisti assoluti Hugh Jackman e la moglie del regista Rachel Weisz. Il film ha una genesi difficilissima: la produzione parte nel 2001 con ipotetici interpreti Brad Pitt e Russell Crowe, che si tirano indietro all’ultimo minuto.
È del 2008 “The Wrestler”, vincitore del Festival di Venezia e il cui stile è completamente diverso da quello degli altri lavori, con uno straordinario Mickey Rourke nei panni di “The Ram” Robinson, un lottatore che riesce a rinascere come la leggendaria araba fenice.
Torna dietro la macchina da presa nel 2010 per girare il pluripremiato "Cigno nero", con Natalie Portman e Vincent Cassel.
Nel 2011 sarà al timone di "Robocop", "The Wolverine" e "the Tiger", mentre nel 2012 con "Machine Man".
I due soliti idioti Cast: Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli- Genere: Commedia – Produzione: Italia 2012 – Distribuzione: Medusa – Data di uscita mercoledì 31 ottobre 2012...
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