Denni DeVito, quando il vino buono sta nella botte piccola
(Neptune, New Jersey - 17 novembre 1944)
Danny DeVito è la dimostrazione vivente della veridicità del detto ‘il vino buono sta nella botte piccola’, infatti il suo metro e cinquantadue d’altezza non è stato un limite alla sua carriera artistica, che lo vede spaziare con successo dalla regia, alla produzione, alla recitazione, dove si distingue sia nei ruoli brillanti che in quelli drammatici, come solo i bravi attori sanno fare.
Nasce a Neptune, nel New Jersey, il 17 novembre del 1944, da padre italoamericano. Da ragazzo lavora come parrucchiere nel salone di bellezza della sorella, per poi iscriversi all’American Academy of Dramatic Arts di New York.
Calca i palcoscenici Off-Broadway, dove, agli inizi degli anni settanta, recita in una versione di “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, che lo vedrà in seguito protagonista anche nella versione-capolavoro portata da Milos Forman sul grande schermo nel 1975, in cui affianca Jack Nicholson, che qui da vita ad una delle sue migliori interpretazioni. Il suo esordio cinematografico è del 1971, in una commedia del nostro Mario Monicelli, “La mortadella”, che lo vede recitare con Sophia Loren e Gigi Proietti. Contemporaneamente è attivo anche alla televisione, che gli regala la popolarità col personaggio diLouie De Palma nella fortunata serie “Taxi”, dove tra gli altri recita con Andy Kaufman, la cui vita viene raccontata da Milos Forman, nel 1999, in “Man on the Moon”, dove De Vito è presente nel duplice ruolo di attore e produttore.
Agli inizi degli anni Settanta conosce l’attrice Rhea Perlman, tra i protagonisti della famosa sit-com “Cheers”, ambientata a Chicago, ed è subito amore, che coronano nel 1982 col matrimonio; la coppia ha tre figli: Lucie Chet, Gracie Fan e Jake Daniel. L’attore è di nuovo a fianco di Nicholson in “Verso il Sud”, western del 1978, diretto dallo stesso Nicholson, e nello struggente “Voglia di tenerezza”, del1983, di James L. Brooks. Affianca l’amico Michael Douglas e Kathleen Turnernel film d’avventura di Robert Zemeckis “All’inseguimento della pietra verde”, nel 1984, e nel suo sequel del 1985, diretto da Lewis Teague “Il gioiello del Nilo”. Nel 1984 firma la sua prima opera dietro alla macchina da presa, la commedia “La guerra dell’audience”, che lo vede anche nei panni del protagonista. Nel 1986 duetta con Bette Midler nella commedia di Jim Abrahams “Per favore, ammazzatemi mia moglie”; viene diretto da Barry Levinson in “Tin Men-Due imbroglioni con signora”; e affianca Harvey Keitel nella commedia di Brian De Palma “Cadaveri e compari”. Nel 1987 passa di nuovo dietro alla macchina da presa per “Getta la mamma dal treno”, divertente pellicola dove fa coppia con Billy Crystal; mentre l’anno successivo è affiancato da Arnold Schwarzenegger in “I gemelli” di Ivan Reitman. Il 1989 torna alla regia con lo strepitoso “La guerra dei Roses”, pellicola tragicomica, un po’ surreale, dove recita di nuovo con la coppia Douglas-Turner, dando vita a scene che fanno parte della storia del cinema, dove mostra senza reticenze a che punto una coppia che si è tanto amata, possa spingersi durante la lotta per il divorzio. Sempre nel 1989 e nel “Batman”, che ha il volto di Michael Keaton, diretto da Tim Burton, sul cui set ritrova Nicholson.
Seguono un numero enorme di pellicole, tra le quali ricordiamo: la commedia “I soldi degli altri” di Norman Jewison, del 1991, in cui recita spalla a spalla con Gregory Peck; “Batman-Il ritorno” del 1992, sempre di Tim Burton; il drammatico “Hoffa-Santo o mafioso?”, di cui è regista e interprete assieme a Nicholson; “Get Shorty”, commedia di Barry Sonnenfeld, del 1995, con John Travolta e Rene Russo, che ha un sequel del 2005 “Be Cool”, di F. Gary Gray, dove riveste i panni del suo vecchio personaggio, a fianco di Travolta e della new entry Uma Thurman. Nel 1996 dirige se stesso e sua moglie in “Matilda 6 mitica”, commedia apprezzata dai bambini e dagli adulti; ed è in “Mars Attacks!” di Tim Burton; nel 1997 è nello splendido noir-polizesco di Curtis Hanson “L.A. Confidential”, pellicola ben ideata, den girata, ben recitata, da un cast d’eccellenza, che vede, oltre a De Vito,Kim Basinger, l’allora poco noto Russell Crowe, Kevin Spacey e Guy Pearce. Sempre nel 1997 presta la sua voce al film d’animazione Disney “Hercules”; e recita in coppia con Matt Damon nel drammatico “L’uomo della pioggia” di Francis Ford Coppola. Nel 1999 è diretto da Sofia Coppolane “Il giardino delle vergini suicide”; nel 2000 lavora nuovamente con Kevin Spacey in “The Big Kahuna” di John Swanbeck. Nel 2003 è nella fiaba di Tim Burton “Big Fish-Le storie di una vita incredibile” e nella pellicola di Woody Allen “Anything Else”.
Nel 2004 recita a fianco alla coppia nostrana Boldi-De Sica nel cinepanettone di Neri Parenti “Christmas in Love”. Dal 2006 fa parte del cast della sit-com di successo “C’è sempre il solea Philadelphia”, nel ruolo di Frank Reynolds. Tra gli ultimi film ricordiamo il film d’azione “Il buio dell’anima” di Neil Jordan, del 2007, che ha Jodie Foster come protagonista; e “Solitary Man”, commedia di Brian Koppelman del 2009, dove ritrova Michael Douglas. Atteso nelle sale per il 2012 il film d’animazione “The Lorax”, cui presta la voce. DeVito ha ottenuto grandi successi anche come produttore, con la sua casa di produzione, la “Jersey Films”, che ha fondato nel 1992, ha realizzato successi come “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino; “Gattaca-La porta dell’universo”, pellicola di fantascienza di Andrew Niccol del 1997; il pluripremiato “Erin Brockovich - Forte come la verità”, di Steven Soderbergh, del 2000, che fra l’altro fa ottenere alla protagonista Julia Roberts l’Oscar come Migliore Attrice Protagonista.
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