Conferenza stampa di 'Nine' Si sentiva profumo di Oscar questa mattina durante la conferenza stampa del nuovo film di Rob Marshall “Nine”, svoltasi nella sala Ritz dell’’Hotel St. Regis di Roma. Infatti, oltre al regista, vincitore di ben sei statuette d’oro con il suo film “Chicago”, erano presenti tre stupende attrici, tutte insignite dell’Academy Award: la bellissima Penelope Cruz, la timida Marion Cotillard e la nostrana Sophia Loren. Assente di lusso invece il protagonista del film pellicola, Daniel Day-Lewis, che nella pellicola interpreta Guido Contini. Rob Marshall prima di cominciare la conferenza ha voluto che si facesse un applauso agli attori italiani, seduti in prima fila, che hanno partecipato al film. Dichiarando il suo amore per Roma e per Fellini, ha poi voluto sottolineare come il suo “Nine” non sia affatto un remake di “8 ½”, ma piuttosto: “un film tratto da un musical di Broadway, a sua volta liberamente ispirato al film felliniano. Del resto “8 ½” è un capolavoro”. Con questa pellicola Marshall ha voluto omaggiare l’Italia degli anni Sessanta: “Uno dei miei obiettivi era quello di cogliere la bellezza, l’eleganza, l’essere chic di quell’epoca. Ed è stato bellissimo poter girare a Piazza del Popolo e ricreare un’ambientazione simile a quella della Dolce Vita, in cui la gente seduta in un bar sorseggia champagne”. Poi la parola è andata a Penelope Cruz che ha risposto in italiano. L’attrice spagnola nel film interpreta Carla, l’amante di Guido, nel ruolo che è stato di Sandra Milo: “Il mio personaggio è curioso; assolutamente ossessionato da quest’uomo. Per trovare l’ispirazione ed entrare nei panni di Carla, ho dovuto visionare ore e ore di interviste di Sandra Milo e del suo rapporto con Fellini”. Le fa eco la splendida Marion Cotillard, che nella pellicola è Luisa, moglie di Guido: “Mi sono ispirata a Giulietta Masina. Ho letto tutto ciò che c’era su di lei. Ho studiato il loro rapporto, il ruolo importante che lei ha avuto nella vita di suo marito.” Del resto, “Lui è un bugiardo e Luisa non può che provare amore e rabbia verso Guido”. Il rapporto invece tra Carla e Luisa per entrambe le attrici è più complesso di quello che si possa immaginare: “Luisa prova pietà nei confronti di Carla – ha detto la Cotillard – la capisce. L’unica cosa che non riesce è capire è perché Guido continui a mentire e fare del male ad entrambe”. Mentre per la Cruz: “Guido è come una droga, Carla non riesce a staccarsene; anche se sa di far del male a Luisa”. Sophia Loren, raggiante e felice di essere “a casa”, racconta di aver accettato con entusiasmo il ruolo della madre, perché “era un mio sogno da attrice italiana fare un musical”, ricordando poi la notte in cui, insieme a Marcello Mastroianni consegnò l’Oscar a Fellini, nell’ultima apparizione in terra americana del regista italiano. La scena più bella per l’attrice partenopea? “Quando ho cantato e ballato con Guido piccolo e Guido grande con tutte quelle candele: è stato magico”. A chi invece ha fatto notare a Marshall che il film negli States non sia andato granché bene, il regista ha raggirato l’argomento dichiarando, tra le risa generali: “Nonostante i molti giornalisti in sala, non leggo mai gli articoli sui miei film, né le recensioni. Sono un creativo, un artista e in quanto tale cerco di restare il più puro possibile”. “Fellini è il maestro dei maestri e per il continuo scorrere tra realtà e fantasia dei suoi film è possibile trasformarli in musical di successo”. Nelle parole di Marshall si nota anche un po’ d’amarezza quando pensa alla poca conoscenza che i giovani americani hanno del regista italiano: “Spero che il mio film sproni i giovani americani a guardare “8 ½” e a scoprire il fantastico mondo di Fellini.” Pensando alla trasposizione cinematografica, Marshall ha dovuto fare dei cambiamenti rispetto al musical originale: inserire nuove canzoni (tre in tutto) e nuovi personaggi, ed elementi della realtà; del resto nello spettacolo di Broadway c’è solo un uomo circondato dalle donne della sua vita e “non volevo rinunciare all’interpretazione dei bravi attori maschi italiani” ha detto il regista. In conclusione, Sophia Loren, imbarazzata, non è riuscita a trovare le parole per mettere a confronto l’interpretazione del Guido Contini di Mastroianni con quella di Daniel Day-Lewis: “È difficile. Non si può fare. Marcello è italiano, Daniel inglese. Sono diversi: Marcello si lasciava dirigere a faceva tutto quello che Fellini voleva che facesse. Era un artista al cento per cento e rispecchiava al cento per cento Fellini”.
Davide Monastra
13 / 01 / 2010
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