Come non detto – Recensione

In un ambiente cinematografico come quello italiano, in cui far ridere e far riflettere lo spettatore difficilmente coesistono in uno stesso film, arriva nelle sale un spassoso, che ha pure l’ambizione di promuovere un messaggio serio: essere i primi ad accettare noi stessi, prima di cercare di essere accettati dagli altri

Regia: Ivan Silvestrini – Cast: Josafat Vagni, Monica Guerritore, Ninni Bruschetta, Valeria Bilello, Francesco Montanari – Genere: Commedia, colore, 90 minuti – Produzione: Italia, 2012 – Distribuzione: Moviemax – Data di uscita: 7 settembre 2012.

comenondettoInteressante opera prima questa di Silvestrini, che realizza una pellicola divertente ma non banale, apparentemente incentrata sul ‘coming out’ di Mattia, il protagonista della storia, un ragazzo gay che non ha il coraggio di confidarsi con la propria famiglia.

In verità il messaggio ha un più ampio respiro, che è quello del sapersi accettare, dell’affrancare la propria persona da un ruolo che spesso ci cuciono addosso gli altri.

Non di rado scendiamo a compromessi con la vita, per paura di non piacere agli altri, alienando il nostro io, e magari, come Mattia, per paura di turbare l’equilibrio affettivo-familiare, adagiandoci su qualche ‘innocente’ bugia.

I dialoghi frizzanti sono opera di Roberto Proia, autore anche del soggetto; Proia ha ribaltato la sua prospettiva professionale, passando dal leggere sceneggiature, come direttore marketing Moviemax, a scriverne una.

Il racconto ha un tono leggero, Proia e Silvestrini rifuggono uno sguardo drammatico della situazione (ad esempio l’omofobia della quale la nostra società è intrisa si percepisce appena) per concentrare il girato con un’ottica il cui interesse preminente e l’evoluzione interiore dei singoli.

Una fotografia colorata e brillante, e la scelta di un cast perfettamente in parte fanno il resto.

Il giovane Josafat Vagni, al suo esordio cinematografico, interpreta Mattia egregiamente, facendo ben sperare per la sua carriera d’attore; Monica Guerritore, dopo una strepitosa carriera spesa in ruoli drammatici, conferma la verve comica già mostrata in “La peggior settimana della mia vita”, dimostrando, qualora ce ne fosse bisogno, di possedere un talento recitativo decisamente istrionico.

Perfetto Ninni Bruschetta nel ruolo del padre-macho; esilarante Francesco Montanari nei doppi panni di Giacomo/Alba, e non meno divertente Andrea Rivera in quelli di Bernardo detto Er Pistone; senza dimenticare Valentina Correani che interpreta la sorella maggiore di Mattia e Lucia Guzzardi, la simpatica nonnina.

Consigliato a tutti coloro che vogliono divertirsi uscendo dalla sala cinematografica sereni ma senza quell’instupidimento che certe commedie nostrane provocano. E’ un buon esempio di come si possa far ridere anche trattando un tema serio, alla “In & Out” per intenderci, una delle poche pellicole hollywoodiane che affronta il tema dell’omosessualità in modo spiritoso, pur senza sminuire le difficoltà emotive degli interessati.

Maria Grazia Bosu

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