Clint Eastwood (San Francisco, 31 maggio 1930)
 Clint Eastwood, nato il 31 maggio 1930 a San Francisco, in California, è ormai un’icona del cinema internazionale per alcune interpretazioni considerate classiche, ma anche per la sua straordinaria abilità di regista. Eastwood proviene da una famiglia operaia, la sua infanzia trascorre seguendo i genitori che si muovono qua e là in cerca di lavoro. Dopo le scuole superiori anche il futuro regista intraprende una serie di lavori manuali. Nel 1950 è arruolato nella guerra in Corea, ma, coinvolto in pauroso incidente aereo, riesce a tenersi lontano la prima linea. Nel dopoguerra comincia a lavorare come comparsa a Hollywood, fino a diventare protagonista di alcuni western di serie B come “Ambush at Cimarron Pass” (da lui stesso definito “Uno dei western più schifosi mai girati”). In TV invece appare nel telefilm “Maverick”, al fianco di James Garner. Subito dopo viene scelto dalla CBS come co-protagonista nella serie di telefilm western “Rawhide” che lo rende famoso. In questo ruolo Sergio Leone vede recitare per la prima volta questo attore altissimo, dal volto legnoso e impassibile. Dovendo scegliere un protagonista per il suo “Per un pugno di dollari” (1964), il regista romano si rivolge a Eastwood che si rivela perfetto come pistolero cinico, ma leale. La cosiddetta Trilogia del dollaro, completata da “Per qualche dollaro in più” (1965) e dall’epico “Il buono, il brutto e il cattivo” (1966) lancia il genere spaghetti-western, rende immortale Leone e trasforma Eastwood in un divo. Leone, commentando l’impassibilità dell’attore disse: “Ho scelto Eastwood perché ha due espressioni: col cappello e senza”. Gli anni Settanta sono un periodo estremamente attivo per l’attore, che cerca di far dimenticare lo stereotipo di avventuriero che Leone gli ha cucito addosso. In ogni caso i ruoli interpretati rimangono da “duro”. Particolarmente amata dal pubblico è la sua interpretazione dello sbirro leale ma spietato di “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo” (1971) diretto da Don Siegel. Il film inaugura una serie di 5 film, comprendenti “Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan” (1973) e “Cielo di piombo, ispettore Callaghan” (1976). Nello stesso periodo esordisce come regista-attore con film come “Lo straniero senza nome” (1973) o “Il texano dagli occhi di ghiaccio” (1976). Il suo stile appare da subito fare tesoro della lezione di Leone, soprattutto per inquadratura e montaggio. All’inizio degli Ottanta la carriera di Eastwood non accenna a declinare. Come regista-attore firma il drammatico “Honkytonk Man” (1982), storia di un cantante country alcolizzato all’epoca della Grande Depressione. Il film, sostanzialmente ignorato, è stato riscoperto come un piccolo gioiello cult. Più eclatante il successo del suo “Firefox – volpe di fuoco” (1982), uno spy movie fantascientifico ad alto budget che diventa subito campione di incassi. Verso l’inizio dei Novanta la celebrità di Eastwood come star sembra subire una battuta d’arresto, ma il suo successo come regista lo salva da un immeritato oblio. Il western crepuscolare “Gli spietati” (1992) è un trionfo di critica, fruttando un Oscar per la regia, oltre che una nomination come miglior attore. Successo che replicherà col toccante “Million Dollar Baby” (2004), storia di pugilato femminile ed eutanasia che si porta a casa 4 Oscar, compresi regia e miglior film. Cavaliere della Legion d’Onore e amico personale di Schwarzenegger. Al 2006 appartiene l’ambizioso progetto di due film che osservano da due punti di vista diversi lo stesso evento storico: si tratta di “Flags of Ours Fathers” e “Letters from Iwo Jima” quest’ultimo in lingua giapponese (vincitore ai Golden Globe come Miglior Film in Lingua Straniera e candidato dall'Academy come Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale per il 2007). Presente all’ultimo Festival di Cannes con il film “The Exange”, interpretato da Angelina Jolie, Eastwood non accenna a volersi mettere in pensione, promettendo di sorprenderci ancora a lungo con la classicità dei suoi ottimi film.
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