Claude Lelouch - Biografia
Claude lelouch: un regista francese dall'infanzia segnata dal cinema
(Parigi, 30 ottobre 1937)
Claude Lelouch nasce a Parigi il 30 ottobre 1937. Figlio di due negozianti ebrei, è costretto ad emigrare in Algeria a soli tre anni per sfuggire alle persecuzioni naziste ed ivi rimane fino a quando la madre non sceglie di tornare indietro, per assistere la sorella partoriente. Claude vive così l’infanzia spesso chiuso dentro i cinema, per non correre rischi mentre la mamma è occupata.
Quando non riesce a prendere il diploma superiore, il padre gli regala una macchina da presa e Lelouch si iscrive al Centro studi di radio-televisione, dove incontra Vigneau, Pialat e Rossellini.
Dopo alcuni documentari iniziali, apre la sua casa di produzione e si dedica, finalmente, ai lungometraggi. Il primo, soffertissimo, è “Ciò che è proprio dell’uomo” (1961), che viene accolto in modo assai aspro dalla critica.
Nei cinque anni successivi, sceglie quindi di dividere l’attività di regista tra il cinema, i video musicali, realizzandone quasi 130, e gli spot pubblicitari. Il 1966 è l’anno della rivincita: “Un uomo, una donna” si aggiudica l’Oscar al Miglior Film Straniero, quello per la Miglior Sceneggiatura Originale e la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Da lì, nei dieci anni successivi, Lelouch si dà anima e corpo alla settima arte, dando vita a “Lontano dal Vietnam” (1967), “Un tipo che mi piace” (1969), “La vita, l'amore, la morte” (1969), “L'avventura è l'avventura” (1972), “Il gatto, il topo, la paura e l'amore” (1975), “La fabbrica degli eroi” (1976).
Viene poi arrestato per “Un appuntamento” (1976), discusso cortometraggio in cui filma dieci minuti di guida spericolata al centro di Parigi. La continua attività, che prosegue con “Un altro uomo, un’altra donna” (1977), “Bolero” (1981) e “Viva la vita” (1984), è nuovamente premiata con il Golden Globe nel 1996, per “I miserabili”, prodotto l’anno precedente.
L’attentato alle torri gemelle del 2001 cambia profondamente il regista, che, nel 2002, sceglie di partecipare a “11 settembre 2001” con l’episodio “Francia”. Dopo quest’esperienza non sono rare le occasioni in cui affronta contenuti sempre più profondi come ne “Il coraggio d’amare” (2005) e nel corale “A ciascuno il suo cinema” (2007). Il suo ultimo lavoro è "Ces amours-là" del 2010 .
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