Chloë Sevigny

Attrice e modella statunitense, Chloë Sevigny si contraddistingue per essere un'attrice indipendente, psicologica nell'esplorazione di differenti generi, provocatoria nello stile, un mix di caratteristiche che la rendono un'interprete molto amata dal pubblico e dalla critica.

Chloë Sevigny, attrice indipendente e trasgressiva, amante dei ruoli provocatori

(Darien, Connecticut, 18 novembre 1974)

Chloë Sevigny attriceBionda ed intrigante, anticonformista ed audace, Chloë Sevigny è divenuta un’icona del cinema americano per le sue scelte artistiche fuori dagli schemi, così come fuori dai canoni tradizionali è anche la sua bellezza particolare, che, pur innegabile, non rispetta i modelli estetici classici.

Lei stessa ha dichiarato di non sentirsi affatto sexy e spesso indossa abiti oversize per mascherare il suo corpo. Ma è proprio la lieve irregolarità dei lineamenti a differenziarla dal modello imperante della bambola bionda e perfetta, rendendo il suo volto così espressivo e sensuale, adatto ai ruoli cinematografici che lei ama interpretare e che le sono congeniali.

La predilezione per il cinema d'avanguardia

La Sevigny si orienta, infatti, soprattutto verso il cinema indipendente e d’avanguardia, calandosiin ruoli spesso difficili e persino scabrosi, che, in alcuni casi, hanno avuto un impatto dirompente su pubblico e critica, facendo gridare allo scandalo, come nel caso della scena esplicita di sesso orale in “The Brown Bunny” del 2004.

Nata a Darien, una ricca cittadina del Connecticut, nel 1974 da una famiglia piuttosto agiata, Chloë Syevens Sevigny, questo il suo nome completo, manifesta sin da giovanissima la sua indole ribelle, mostrando insofferenza per quell’ambiente provinciale in cui è cresciuta e che, inevitabilmente, si rivela stretto per una fuoriclasse come lei. Così, raggiunta l’età dell’adolescenza, inizia a trascorrere sempre più spesso i week end nella vicina New York, che ha certamente molto di più da offrire rispetto alla tranquilla Darien, e non perde occasione per distinguersi e compiere gesti provocatori, come quando si rasa la testa a zero.

Gli anni da modella e la vita sregolata

A diciotto anni si trasferisce a New York, dove viene notata per il suo fascino particolare da una fotografa di moda. Inizia così a collaborare come modella per la rivista di moda “Sassy” e come testimonial per linee di abbigliamento per teenagers.

In questi anni conduce una vita piuttosto sregolata, partecipando a rave parties e passando le giornate a bighellonare al Tompkins Square Park di New York. È qui che conosce il giovane sceneggiatore Harmony Korine, con cui inizia una relazione, che la fa recitare nel film da lui scritto “Kids”, accanto a Rosario Dawson, con la regia di Larry Clark (1995). Chloe dà subito prova del suo talento, con una delicata interpretazione, nei panni di un’adolescente alle prese con il virus HIV.
Dopo il suo esordio cinematografico, la Sevigny continua una carriera in ascesa, recitando nel film “Mosche Da Bar” (1996), poi, di nuovo con Korine, in “Gummo” (1997), in cui fa anche la costumista, ed in “Palmetto – Un Torbido Inganno” (1998), moderno noir che non riscuote però molto successo.

Chloë Sevigny, ''It girl'' degli anni '90

Nel frattempo, Chloë continua la carriera di modella, divenendo popolare per le sue ardite scelte di stile nel vestire, tanto che “The Newyorker” la proclama “It Girl” del momento. In questi anni sono soprattutto il suo stile di vita ed il suo look singolare a darle popolarità, rischiando di far passare in secondo piano il suo talento di attrice.

La notorietà nel cinema arriva nel 1999, quando interpreta il ruolo di Lana, una ragazza che ama un trans, nel film “Boys Don’t Cry”, che le è valso una nomination al Golden Globe e agli Oscar, come Miglior Attrice non Protagonista, premio vinto, però, da Angelina Jolie.

"American Psyco''

Grazie al successo ottenuto, Chloë viene scritturata per film più importanti. Recita, infatti, in “American Psycho” nel 2000, e in “Dogville”, di Lars Von Trier, nel 2003.
È a questo punto che acconsente a recitare in “The Brown Bunny”, film d’avanguardia, realizzato con pochi spiccioli, scritto diretto e cointerpretato da Vincent Gallo, con cui la Sevigny aveva avuto una relazione.

Nel film è presente la scena in cui l’attrice pratica sesso orale su Gallo, suscitando scandalo e polemiche a Cannes, dove viene presentato, ancor prima dell’uscita nelle sale. La pellicola non riscuote comunque successo di critica e di pubblico, nonostante una buona interpretazione della Sevigny, al di là della sequenza incriminata.

Una carriera che spazia tra vari generi, tra scandali e anticonformismi

La scena osè è costata alla Sevigny il licenziamento dalla William Morris Agency, ma ben presto viene scritturata in film di registi importanti, come “Melinda Melinda” di Woody Allen (2004), “Manderlay” di Lars Von Trier (2005) e “Broken Flowers” di Jim Jarmush (2005) accanto a Jessica Lange. A proposito di Woody Allen, lei stessa ha dichiarato che lavorare con un regista di tale grandezza era sempre stato il suo sogno, sin dall’inizio della carriera cinematografica.

A questo punto, la Sevigny inizia a lavorare anche a generi più commerciali, prendendo parte alla serie televisiva della HBO “Big Love” a partire dal 2006. La serie, incentrata sulla poligamia tra i mormoni, ha suscitato polemiche, inducendo la rete televisiva a precisare che la chiesa mormone ha bandito tale pratica nel 1890. Tuttavia ha riscosso critiche positive ed alti indici di ascolto, fruttando alla Sevigny un Golden Globe come Migliore Attrice non Protagonista, nel 2010.

Il 'grande amore' per la recitazione

L’attrice ha intanto continuato la sua attività nel cinema, recitando nel thriller di David FincherZodiac”, del 2007. Nel 2011 finisce di lavorare per la serie TV “Big Love”, e l'anno successivo, sempre per il piccolo schermo, prende parte a “America Horror Story" e "Hit e Miss" in cui interpreta un transessuale assassino.

Torna nel mondo del cinema nel 2013, con "Lovelace" la controversa storia di Linda Lovelace, attrice hard protagonista di "Gola Profonda", in cui interpreta una giornalista femminista. La Sevigny si mantiene sempre coerente con se stessa, continuando ad impostare la sua carriera artistica su scelte non dettate dalle leggi di mercato, quanto, piuttosto, da criteri qualitativi, continuando a preferire film di nicchia, anche rinunciando alla popolarità che il cinema più commerciale potrebbe darle.

Isabella Gasparutti

Chloë Sevigny – Filmografia

Chloë Sevigny b/n

  • Kids, regia di Larry Clark (1995)
  • Mosche da bar, regia di Steve Buscemi (1996)
  • Gummo, regia di Harmony Korine (1997)
  • Palmetto – Un torbido inganno, regia di Volker Schlöndorff (1998)
  • The Last Days of Disco, regia di Whit Stillman (1998)
  • Boys Don’t Cry, regia di Kimberly Peirce (1999)
  • Julien Donkey-Boy, regia di Harmony Korine (1999)
  • La mappa del mondo, regia di Scott Elliott (1999)
  • Women, regia di Martha Coolidge (Film TV) (2000)
  • American Psycho, regia di Mary Harron (2000)
  • Ten Minutes Older: The Trumpet, regia di Jim Jarmusch (2002)
  • Demonlover, regia di Olivier Assayas (2002)
  • Dogville, regia di Lars von Trier (2003)
  • Death of a Dynasty, regia di Damon Dash (2003)
  • Party Monster, regia di Fenton Bailey e Randy Barbato (2003)
  • The Brown Bunny, regia di Vincent Gallo (2004)
  • Will & Grace (Serie TV) (2004)
  • L’inventore di favole, regia di Billy Ray (2004)
  • Melinda e Melinda, regia di Woody Allen (2004)
  • Mrs. Harris , regia di Phyllis Nagy (Film TV) (2005)
  • Manderlay, regia di Lars von Trier (2005)
  • Broken Flowers, regia di Jim Jarmusch (2005)
  • 3 Needles, regia di Thom Fitzgerald (2005)
  • Lying, regia di M. Blash (2006)
  • Sisters, regia di Douglas Buck (2006)
  • Big Love (Serie TV, 53 episodi) (2006-2011)
  • Zodiac, regia di David Fincher (2007)
  • My Son, My Son, What Have Ye Done, regia di Werner Herzog (2009)
  • The Killing Room, regia di Jonathan Liebesman (2009)
  • 42 One Dream Rush, regia di registi vari (Cortometraggio) (2009)
  • Beloved, regia di Will Frears (Cortometraggio) (2009)
  • Mr. Nice, regia di Bernard Rose (2010)
  • Barry Munday, regia di Chris D’Arienzo (2010)
  • All Flowers in Time, regia di Jonathan Caouette (Cortometraggio) (2010)
  • Fight for Your Right Revisited, regia di Adam Yauch (Cortometraggio) (2011)
  • Law & Order – Unità vittime speciali (Serie TV) (2012)
  • Louie 1 episodio (Serie TV) (2012)
  • American Horror Story (Serie TV) (2012)
  • Hit & Miss (Serie TV) (2012)
  • Lovelace, regia di Robert Epstein e Jeffrey Friedman (2013)

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