CHARLIZE THERON - BIOGRAFIA
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Charlize Theron - Biografia

Charlize Theron, un “mostro” di bravura e bellezza

(Benoni, 7 agosto 1975)

Prima che affascinante e prima che vittima di un'infanzia segnata, Charlize Theron è certamente una donna dei nostri tempi, un’attrice, quand’anche produttrice, impegnata su più fronti, da quello artistico e professionale a quello sociale e civile.

Sostenitrice delle idee di comunità, di politica ambientale e solidarietà dell’ormai più che affermato presidente Obama, Charlize Theron, dopo aver ottenuto la cittadinanza americana, non ha comunque sciolto il legame con la terra d’origine, l’Africa, e ha fatto della beneficenza un modo con cui continuare a esserci e ad aiutare le popolazioni bisognose.

Nella vita professionale ha operato scelte ben precise, talvolta rifiutando occasioni come quella di recitare in “Pearl Harbor”, all’apparenza controcorrenti, ma che nel tempo hanno dimostrato una volontà lucida e risoluta di fare il proprio mestiere, indipendentemente dalla propria attraente fisicità e con l’intenzione di dare della donna un' immagine reale e senza patine, “Mi rifiuto di girare una scena in cui mi sveglio la mattina e ho il lucidalabbra: nessuna donna si sveglia così!”, ha più volte dichiarato.

E anche quando pensiamo che sia facile con quella bellezza mozzafiato presentarsi al mondo come realmente si è, arriva puntuale il personaggio di “Monster” (2003) a dimostrarci che sono talento e intelligenza, piuttosto che un gradevole aspetto, a fare grande non solo un’attrice, ma anche una donna.

Nata nei pressi di Johannesburg in Sudafrica, da mamma tedesca e papà francese, in seguito alla morte di quest’ultimo in tragiche circostanze, la piccola Charlize, fresca di collegio, si iscrive alla Scuola Nazionale delle Arti, dove coltiva la propria passione oltre che per l’arte anche per la danza. L’anno successivo, accompagnata dalla mamma, vince un concorso per aspiranti modelle, che in poco tempo la porta appena sedicenne a trasferirsi a Milano, dove abita in un appartamento di Piazzale Loreto e lavora come indossatrice.

Divenuta nota al pubblico italiano come icona sexy, per un popolare spot del marchio di aperitivi “Martini”, stufa delle passerelle e infiammata dal desiderio di danzare (lo stesso che spesso la porta ad assistere agli spettacoli della Scala, da lei definiti ‘commoventi’), si trasferisce a New York, dove però una grave lesione al ginocchio infrange il suo sogno di divenire ballerina.

Risale al 1996, la sua prima apparizione sul grande schermo nel thriller grottesco “Due giorni senza respiro”, al fianco di James Spader, dove, giovanissima, si mostra allo spettatore accattivante e seducente. Sotto la direzione di Tom Hanks, che di lei dice: ”C’è come un grumo di dolore, di profonda umanità nella sua recitazione”, arriva il secondo film “Music Graffiti” (1996), per poi imboccare la strada del successo l’anno seguente, con “L’avvocato del diavolo”, dove seppure ancora alle prime armi, si rivela perfettamente a suo agio accanto ad attori del calibro di Al Pacino e Keanu Reeves.

Qualche tempo dopo è, insieme a Michael Caine e Tobey Maguire, nel cast del meraviglioso “Le regole della casa del sidro” (1999), che le farà guadagnare tutta la stima del pubblico femminile.

La notorietà si consolida quando, dopo essere diventata la musa ispiratrice di Woody Allen in “Celebrity” (1998) e aver lavorato in “La moglie dell’astronauta” (1999) con Johnny Depp, viene chiamata da Robert Redford a interpretare, in “La leggenda di Bagger Vance” (2000), il ruolo di una ragazza che fa ritrovare la voglia di amare e di vivere a un giocatore di golf, veterano di guerra. È durante le riprese di questo film che osanna spesso la capacità di Redford-regista di far vivere fino in fondo il film, a coloro che ne sono protagonisti.

La ritroviamo poi nuovamente compagna di Keanu Reeves, nei panni di Sara, la ragazza malata di cancro di “Sweet November - Dolce Novembre” (2001).

Seguono “24 ore” (2002) e l’amatissimo dal pubblico “The Italian Job” (2003), con Mark Wahlberg.

Il 2004 è decisamente l’anno d’oro di Charlize Theron, che con “Monster” (2003), si consacra a livello internazionale, vincendo l’Oscar come Migliore Attrice, il SAG Award e il Golden Globe, per aver dato il volto, ma anche l’anima, alla serial killer prostituta Aileen Wuornos: è la prima sudafricana a vincere un premio così importante per la recitazione e a guadagnare per l’ingaggio ben 10.000.000 di dollari.

Ormai è un’attrice impegnata, la scelta di ruoli difficili e controversi diventa quasi d’obbligo ed eccola lottare contro una società maschilista, accanto a Frances McDormand nella pellicola di Niki Caro “North Country – Storia di Josey” (2005); ispettrice militare in “Nella valle di Elah” (2007) e al centro degli scontri del ’99 di Washington, durante il meeting dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, in “Battle in Seattle” (2007).

Il 2008 si rivela per l’attrice l’anno più prolifico di tutti e nel giro di pochi mesi, mette a segno “Sleepwalking”, in cui è una madre che abbandona la figlia; il surreale “Hancock”, dove è moglie di Ray, l’uomo che aiuterà il super-eroe alcolizzato e affetto da amnesia impersonato da Will Smith, a riabilitarsi e il drammatico “The Burning Plain - Il confine della solitudine”, dramma ambientato tra passato e presente con Kim Basinger in cui collabora anche come produttrice, a regalarle il clamore del pubblico e gli onori della critica.

Tra gli impegni del 2009: “The Road” in cui è la moglie di Viggo Mortensen, sopravvissuto a una Apocalisse nucleare; il sequel “The Brazilian Job”, in cui la banda di esperti rapinatori è ora alla volta di Rio de Janeiro e “Jinx”, adattamento dell’omonimo fumetto di Brian Michael Bendis per la Universal.

Nel 2011 è Mavis Gary, travagliata scrittrice trentasettenne di “Young Adult”, dark comedy di Jason Reitman. Nel 2012 interpreta la malvagia strega cattiva di Biancaneve in “Biancaneve e il cacciatore” di Rupert Sanders. Nello stesso anno la vediamo in “Prometheus”, prequel di “Alien”, diretta da Ridley Scott.

Nel marzo 2012 è diventata madre, adottando un bambino, chiamato Jackson Theron.

Una lunga lista di fatiche e di altrettante soddisfazioni, dunque, per questa stella dell’olimpo hollywoodiano dalla quale ci aspettiamo ancora molto, non solo in termini di prove recitative ma anche come produttrice, non solo di stile ma anche di opere cinematografiche.

Cecilia Sabelli



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