agosto 30, 2015

Carlo Verdone – Biografia

Carlo Verdone, il regista e attore ‘un sacco bello’

(Roma, 17 novembre 1950)

carlo_verdoneCarlo Verdone nasce il 17 novembre del 1950 a Roma, da mamma Rossana e papà Mario Verdone, critico cinematografico di grande fama, titolare della cattedra di Storia del Cinema all’Università La Sapienza di Roma, nonché alla direzione per molti anni del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Il lavoro paterno, e la sua influenza sulle frequentazioni familiari (sovente a casa ricevono artisti del calibro di Pasolini, Michelangelo Antonioni, Franco Zeffirelli e Vittorio De Sica), formano Carlo e suo fratello minore Luca, noto regista, all’amore per la cultura e per l’arte.

Carlo consegue la maturità classica al Nazareno, famosa scuola cattolica della capitale, suo primo palcoscenico da ‘cabaret’, data la passione con la quale dà vita a gag e personaggi, nonché imitazioni dei professori, per far divertire i suoi compagni di scuola, tra i quali ricordiamo Christian De Sica, che sposerà sua sorella Silvia, e Giancarlo Magalli.

Prosegue gli studi laureandosi in Lettere col massimo dei voti, vive le incertezze del Sessantotto, con le sue ideologie e contraddizioni, divora le pellicole dei capolavori del cinema internazionale, si diletta a suonare la batteria e, nel 1974, si Diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, con un saggio di regia dal titolo “Anjuta”, tratto da un testo teatrale di Cechov.

Con una Super8 vendutagli da Isabella Rossellini gira i suoi primi corti, purtroppo andati perduti: “Poesia solare” nel 1969, con le musiche che ama, dei Pink Floyd e dei Greatful Dead; “Allegria di primavera” nel 1970; “Elegia notturna” nel 1971. Parallelamente lavora come burattinaio alla scuola di Maria Signorelli.

Dopo alcuni documentari e esperienze come aiuto regista, arrivano i primi successi sul palcoscenico: inizia a recitare quasi per scherzo, al Teatro Alberichino a Roma, più che altro una cantina, con meno di cinquanta posti, una platea comunque diversa da quella scolastica e familiare cui è abituato, per la quale porta in scena personaggi che traggono ispirazione dalle persone che incontra nel suo quartiere. Lo spettacolo funziona, e col passaparola in poco tempo Carlo è famoso in tutta la Capitale.

La vera svolta avviene con l’incontro con Sergio Leone, che stimola l’artista a volare alto, e gli dà fiducia producendo il suo primo lungometraggio “Un sacco bello”, di cui è interprete, regista e sceneggiatore, del 1980, per il quale Verdone vince il David di Donatello come Migliore Attore, il Nastro d’Argento come Attore Esordiente, e consolida la fama attenuta grazie anche al successo delle sue performance televisive, di cui rimangono storiche quelle di “Non stop”, programma d’avanguardia ideato di Enzo Trapani.

Ancora nel 1980 ottiene un clamoroso successo con “Bianco, rosso e verdone”, dove racconta le storie di tre personaggi che devono recarsi alle urne, del cast ricordiamo Mario Brega, Angelo Infanti e la superlativa ‘sora Lella’, Lella Fabrizi, sorella del mai dimenticato Aldo, che spesso recitano per Carlo.

Il 1982 gli regala un nuovo David di Donatello come Miglior Attore e uno come Miglior Film, per “Borotalco”, commedia degli equivoci, una delle pellicole più belle di Verdone, che abbandona il racconto episodico per proporre una narrazione più articolata, in cui è affiancato da una Eleonora Giorgi nel massimo splendore. Famosi i dialoghi tra Verdone e Infanti, che racconta all’ingenuo venditore di enciclopedie porta a porta i suoi trascorsi avventurosi. È dello stesso anno “In viaggio con papà” di e con Alberto Sordi, per il quale l’attore ha una vera e propria venerazione.

Carlo Verdone in poco tempo diventa una certezza del cinema italiano, inanellando un successo dietro l’altro: “Acqua e sapone”, del 1983; “I due carabinieri”, del 1984, dove fa coppia con Enrico Montesano; “Troppo forte”, del 1986, dove porta sullo grande schermo il personaggio di Pettinari Oscar, giovane romano ‘de borgata’, che si mantiene di espedienti, sostenendo innumerevoli provini, sognando di diventare un attore famoso.

Nel 1987 realizza “Io e mia sorella”, con Ornella Muti e Elena Sofia Ricci; nel 1988 “Compagni di scuola”, pellicola corale, divertente ma velata di malinconia, dove si scopre un Verdone più intimo, che lo vede recitare con il cognato Christian De Sica, Nancy Brilli, Athina Cenci.

Fra le tante pellicole ricordiamo poi: “Il bambino e il poliziotto” del 1989; “Stasera a casa di Alice” (1990), dove ritrova Ornella Muti; “Maledetto il giorno che ti ho incontrato” del 1992, con Margherita Buy, nuovo David di Donatello come Migliore Attore e per la Migliore Sceneggiatura; il malinconico “Al lupo, al lupo” del 1992 in cui è il fratello strambo di Francesca Neri e Sergio Rubini; “Perdiamoci di vista!” del 1994 con Asia Argento; “Viaggi di nozze” del 1995, con Claudia Gerini e Veronica Pivetti; “Sono pazzo di Iris Blond” del 1996, ancora con Claudia Gerini; “Gallo cedrone” del 1998, con Regina Orioli; “C’era un cinese in coma”, del 2000, con Beppe Fiorello; “Ma che colpa abbiamo noi”, del 2002, ottima pellicola corale sulla valenza del supporto psicologico e sull’esaltazione del ‘l’unione dà la forza’, che vanta un cast spumeggiante, del quale ricordiamo Margherita Buy, Anita Caprioli e Antonio Catania; e “L’amore è eterno finchè dura” del 2004, in cui ha per compagne Laura Morante e Stefania Rocca.

Nel 2006 fa coppia con Silvio Muccino in “Il mio miglior nemico”, storia di un manager la cui vita viene scombussolata dall’incontro col giovane figlio di una dipendente che ha recentemente licenziato. Nel 2008 accontenta la richiesta dei tanti fans, riportando al cinema i suoi noti personaggi in “Grande, grosso e Verdone”, mentre nel 2010 e sugli schermi con “Io, loro e Lara”, una commedia che ha per protagonista Padre Carlo, missionario in crisi spirituale, che per questo ritorna in famiglia, ritrovandola decisamente diversa da come la ricordava. Il film, in cui è affiancato da Laura Chiatti gli regala un David di Donatello per il Miglior Soggetto.

Verdone ha anche recitato per altri registi, ricordiamo “Zora la vampira” dei Manetti Bros del 2000; “Manuale d’amore” del 2005, per il quale vince un David di Donatello e un Nastro d’Argento come Migliore Attore non Protagonista, e “Manuale d’amore 2” del 2006, entrambi di Giovanni Veronesi. Sempre diretto da Veronesi torna nel 2011 in “Manuale d’amore 3”.

Nel 2012 dirige e recita nella commedia “Posti in piedi in paradiso”, guadagnando tre candidature al David di Donatello 2012. L’anno successivo, torna invece sul grande schermo con Paolo Sorrentino che lo vuole nel suo “La grande bellezza” (2013), pellicola scelta per rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar 2014 per il Miglior Film Straniero. Nel 2014 l’ultima fatica da regista, con la commedia “Sotto una buona stella” nella quale recita anche da coprotagonista insieme a Paola Cortellesi.

Verdone è stato sposato per più di quindici anni con Gianna Scarpelli, dalla quale ha avuto due figli, Giulia e Paolo.

Maria Grazia Bosu

Related posts

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *