Cannes: Deneuve in concorso con “Un conte de Noël”
La Francia, paese ospite del Festival di Cannes e da decenni alla caccia della Palma d’Oro, fa scendere in campo oggi il suo primo campione: “Un conte de Noël” di Arnaud Desplechin. Intorno ad un regista della nuova generazione si raduna un cast di bravi attori francesi come Mathieu Amalric (già apprezzato in “Lo Scafandro e La Farfalla”), Emmanuelle Devos, Hyppolite Girardot, Jean Paul Roussillon, Chiara Mastroianni e la madre Catherine Deneuve. Desplechin ha diretto un film corale sui rapporti famigliari che ha richiesto una lunga lavorazione, considerato che soltanto il montaggio è durato più di un anno. Protagonisti del film Abel e Junon, una coppia sposata con due figli, uno dei quali si ammala da bambino di una rara malattia genetica e necessita un trapianto. Poiché non si riesce a trovare un donatore compatibile, i genitori decidono di dare alla luce un terzo figlio Henri, che purtroppo non riuscirà a salvare la vita del fratello. Nonostante la nascita di un quarto figlio, Ivan, la famiglia non riesce a superare il trauma per la morte del piccolo Abel e vivrà di segreti, conflitti e tensioni fino a quando la madre Junon non scoprirà di essere malata di leucemia e di aver bisogno di un donatore lei stessa. La famiglia si riunisce così nella casa di Roubaix per festeggiare il Natale e stringersi attorno a Junon. Catherine Deneuve ha parlato in conferenza stampa delle difficoltà incontrate nel vestire i panni di Junon, non tanto perché malata di cancro, ma perché in una scena la protagonista confessa a suo figlio che non lo ama: “Ho avuto difficoltà a dire una frase tabù per ogni donna. Noi siamo programmati per amare i figli ma non sempre è così”. A chi le chiedeva se è stato difficile recitare con sua figlia Chiara (nata dalla relazione con Marcello Mastroianni) la Deneuve ha risposto: “Nessuna difficoltà a lavorare con lei. Abbiamo un ottimo rapporto umano e professionale. E penso che per il film sia stato meglio che lei recitasse il ruolo di mia nuora piuttosto che mia figlia: non saremmo state credibili”. Il regista Desplechin ha paragonato il proprio lavoro a certi drammi familiari presenti nel cinema americano degli anni ’40 e ’50 ma ha pure ammesso di essersi ispirato a Shakespeare e al cinema di Sokurov. Non resta che vedere se questa fiaba nera, che con il Natale ha ben poco a che fare, si aggiudicherà qualche riconoscimento come si augurano i francesi!
Ilaria Capacci
16 / 05 / 2008
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