Bill Viola: The Road To St Paul’s

 

  • Regia: Gerald Fox
  • Cast: Bill Viola
  • Genere:  Documentario
  • Durata: 91 minuti
  • Produzione: Gran Bretagna, 2017
  • Distribuzione: I Wonder Pictures
  • Data di uscita: 23 aprile 2018

 

Bill Viola: The Road To St PaulChi ha visto le opere di Bill Viola, sa che la sua arte va vissuta, non descritta. Fortunatamente Gerald Fox ha deciso di tirarne fuori un documentario, al fine di condividere questa grande esperienza visiva di grande impatto emotivo con tutti.

Videoartista per eccellenza, Bill Viola, nel corso della sua vita, si allontanerà sempre di più da una visione strutturalista dell’arte per immergersi in un’altra decisamente più visionaria. Negli anni ’80, in tal senso, realizza una delle sue opere più importanti esposta al MOMA di New York.

Nel ’95 rappresentò gli Stati Uniti durante la 46esima edizione della Biennale di Venezia, mostrando al mondo una serie di realizzazioni, “Buried Secrets”, che includono una delle sue opere maggiormente conosciute: “The Greeting”  - interpretazione contemporanea de “La Visitazione” del manierista italiano Pontormo -.  Nel 2002 realizzò un progetto commissionatogli dal Guggenheim di New York e Berlino: “Going Forth By Day” - cinque proiezioni simultanee in cui immagini profondamente simboliche ed effetti sonori sono alla base di tutto -, che ottenne un successo incredibile.

Bill Viola: l’umanità in toto

Lo studio di Bill Viola è incentrato sulle grandi dinamiche umane, quali la vita, la morte, il tempo, l’interiorità, la realtà, la immaterialità. La ricerca della loro esplicazione, nelle sue opere, avviene mediante il coinvolgimento visivo; ciò che l’artista vuole è comunicare ‘ispirando’ lo spettatore, sommergendolo d’immagini che sono a metà fra il cinema e la pittura vera e propria - che molto spesso risultano estranianti, tanto sono simboliche -.

In "Bill Viola: The Road To St Paul's", il tema principale sono naturalmente le installazioni del suddetto artista nella Cattedrale di St. Paul, a Londra. Presenti lì dal 2014, le opere consistono in due pale d’altare moderne che raffigurano in una la Madonna, e nell’altra quattro martiri (ciascuno personificazione di un elemento: fuoco, terra, aria, acqua). Nel documentario, viene approfondito il lavoro che c’è stato dietro l’installazione delle opere, un lavoro durato ben dieci anni insieme alla sua compagna Kira Perov.

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *