Bill Murray nasce a Wilmette, nell’Illinois, in una famiglia modesta e numerosa. Dopo essersi diplomato frequenta la facoltà di medicina, da cui verrà espulso per essere stato trovato in possesso di marijuana.
Sin da ragazzo mostra un carattere frizzante ed energico, particolarmente adatto alla sua passione per la commedia, che coltiva, nei primi anni settanta, assieme ai fratelli Ed e Brian in una compagnia di Chicago, la “Second Comedy”.
L’incontro che ha segnato la sua carriera di attore è stato quello con John Belushi, nel 1975, che inizialmente lo fa lavorare ad un programma comico radiofonico chiamato The National Lampoon Radio Hour.
Nel 1977 arriva il successo grazie alla partecipazione al celebre show comico “Saturday Night Live”, trampolino di lancio di molti comici, da Chevy Chasea Eddy Murphy. Il suo primo film da protagonista è “Polpette” (1979) di Ivan Reitman, che lo vuole anche in “Stripes” (1981) e nel mitico “Ghostbuster” (1984), in cui Murray interpreta Peter Venkman, uno dei quattro dottori alle prese con fenomeni paranormali in atto a New York city.
Nel 1984 partecipa al remake de “Il filo del rasoio”, dall’originale del ’46 di Goulding, questa volta diretto da John Byrum. La pellicola si rivela un flop, criticata negativamente dal pubblico per un Murray troppo serio. Per Bill questo diventa un motivo di grande depressione che lo spinge a trasferirsi a Parigi per diversi anni. Torna sul grande schermo nel 1988 con “S.O.S. fantasmi” e l’anno dopo esce “Ghostbuster II”.
Nel 1993 è nel cast di “Ricomincio da capo” di Harold Ramis, una commedia fantastica che ottiene un inaspettato successo, anche grazie alla sua brillante interpretazione. Nello stesso anno lavora a “Lo sbirro, il boss e la bionda”, di John McNaughton con Robert De Niro.
Nel ’98 è Mr Blume di “Rushmore”, una commedia che valorizzerà molto le sue capacità artistiche. Ma è nel 2003 che Murray raggiunge un grande traguardo: vince un Golden Globe e una nomination all’Oscar per “Lost in Traslation” di Sofia Coppola, che lo mette al centro dell’attenzione del pubblico cinematografico.
Negli anni successivi s’imbatte in ruoli non sempre comici, dimostrandosi un attore completo e all’altezza di ogni genere. Nel 2004 per esempio ne “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” è un oceanografo documentarista semplice e un po’ infantile, mentre nel 2005 sarà un dongiovanni in crisi d’identità in “Broken Flowers”, diretto da Jim Jarmusch.
L’amico Wes Anderson lo dirige nel 2007 in “Il treno per il Darjeling”, una commedia a tratti drammatica in cuiinterpreta un uomo d’affari. Nel 2008 è invece impegnato in “Agente Smart - Casino totale” di Peter Segal e in "Ember - Il mistero della città di luce". Nel 2009 recita con Tilda Swinton in "The Limits of Control" diretto da Jim Jarmusch; "Fantastic Mr. Fox" di Wes Anderson con Owen Wilson e "Zombieland" con Abigail Breslin e Mila Kunis. Il 2010 lo vede impegnato in "Passion Play" diretto da Mitch Glazer, e nel doppiaggio di "Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti 2" di Mike Disa. Tra i suoi progetti futuri spicca "Ghostbuster III", un nuovo episodio della storica saga degli acchiappafantasmi, diretto da Ivan Reitman. Una volta, dandoci prova del suo forte spirito autoironico, ha detto “Una delle cose che mi piacciono della recitazione è che, in qualche modo strano, ritorno ad essere me stesso".
Eleonora Zilli
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