Bill Condon parla (tantissimo) di ‘Breaking Dawn’ Il regista descrive i momenti salienti del film: matrimonio, perdita della verginità, gravidanza, parto e morte
Dopo la bellissima esperienza del Comic-Con di San Diego, Bill Condon continua a rilasciare ininterrottamente interviste su “Breaking Dawn”. Il pubblico pare aver apprezzato molto le scene visionate in anteprima mondiale durante l’evento, perciò il regista non ha potuto fare a meno di svelare la sua scena preferita. Indovinate qual è?
“Quando Bella scopre di essere incinta. Edward le dice: ‘Carlisle tirerà fuori da te quella cosa’, e poi esce dalla stanza. E lei si rende conto di essere nei guai. Edward, l’uomo che Bella ama da sempre, è in disaccordo con lei sul bambino che porta in grembo. C’è un momento in cui Bella si gira e si vede riflessa nello specchio: quella è la mia scena preferita, semplice ma commovente. È il momento in cui Bella si innamora dell’idea di essere madre”.
Tutte le donne incinta o che sognano di avere un bimbo non potranno che identificarsi con la novella sposa di Edward. E a proposito di matrimonio, Bill Condon ci regala il suo punto di vista su quello dei protagonisti di Breaking Dawn:
“Ci siamo attenuti a quello che succede nel libro, cioè restiamo sempre nella testa di Bella e vediamo la scena con i suoi occhi. Cammina verso l’altare, è nervosa e goffa come suo solito. Lei è fatta così. Poi vede Edward e sa che il suo sguardo la aiuterà a percorrere quel lungo tragitto fino all’altare. L’abito da sposa viene rivelato lentamente, ma al centro della scena c’è Bella e i suoi pensieri: se riesco a raggiungere Edward sarò al sicuro”.
Dopo la breve gravidanza e l’emozione delle nozze, Condon passa alla scena del parto, sicuramente una delle più forti della pellicola:
“Mi sono dato una sola regola: far vedere solotanto ciò che Bella riesce a vedere, sdraiata. Tutta la scena è girata dal suo punto di vista: si guarda intorno, guarda in alto… Viviamo con lei ogni momento del parto, comprese certe immagini il cui significato sarà chiaro a chi ha letto il libro. Chi non l’ha letto forse non coglierà alcuni riferimenti, perché non sono totalmente espliciti. Ma sarà un’esperienza davvero viscerale”.
Queli sono le sue aspettative relative alla critica?
“Non si può mai prevedere cosa diranno i critici. Di questo film mi ha affascinato la storia e poi la sceneggiatura; e devo dire che era da tempo che aspettavo di girare un altro film horror. E di solito i film horror non ottengono buone recensioni. Alcuni sì, quelli classici, ma la maggioranza no. Qindi sono abituato alle stroncature e non mi preoccupa l’idea che Breaking Dawn possa non piacere ai critici: l’importante è che piaccia al pubblico. È il loro lavoro: mantenersi fedeli ai loro standard e a ll’idea che hanno della stora del cinema. E no non ho mai pensato che debba esserci per forza una correlazione tra le recensioni dei critici e il successo del pubblico”.
Il regista poi ritorna sulle sue orme con una bella carica di positività:
“Il film parla della perdita della verginità, del matrimonio, della gravidanza e della morte. I momenti cruciali della vita di una donna, tutti sovrapposti a una storia classica da film di genere. Capita così di rado, nel mondo del cinema: i film parlano a non finire dell’adolescenza dei maschi ma parlano molto meno di cosa succede nelle donne”.
Giusy Del Salvatore
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03 / 08 / 2011
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