Bernardo Bertolucci e “Ultimo tango a Parigi”: un caso ancora aperto

In occasione del 76esimo compleanno del regista sceneggiatore e produttore cinematografico italiano Bernardo Bertolucci, ricordiamo lo scandalo che lo vide protagonista e ‘colpevole’ in “Ultimo Tango a Parigi” del 1972: film che dopo 45 anni dalla sua prima uscita sugli schermi ancora fa parlare di sé.

Ultimo Tango a Parigi: il sequestro e la denuncia

Bernardo Bertolucci, Ultimo tango a Parigi film

Quando Bernardo Bertolucci iniziò a lavorare a “Ultimo tango a Parigi” era un regista con un buon numero di film alle spalle, reduce dal successo di critica del suo film “Il conformista”. Al centro di questa sua nuova storia aveva deciso di porre l’incontro casuale tra un vedovo quasi cinquantenne (Marlon Brando) e una diciannovenne (Maria Schneider) che iniziano una relazione prettamente sessuale, senza sapere neanche il nome l’uno dell’altro.

Il 30 Dicembre del 1972 il film fu sequestrato per ‘esasperato pansessualismo fine a se stesso’, e solo dopo un iter giudiziario venne proiettato nelle sale italiane e internazionali. Il regista Bertolucci, inoltre, ricevette, a causa del suo lavoro, una sentenza definitiva per offesa al comune senso del pudore, che prevedeva la privazione dei diritti politici per cinque anni e quattro mesi di detenzione (pena, questa, poi sospesa).

“Ultimo Tango a Parigi” causò un forte scandalo per le troppe scene di sesso, in particolare per una scena di sesso anale, nota come ‘la scena del burro‘ che aizzò molte polemiche, anche da parte dell’attrice stessa.

Bernardo Bertolucci: cosa è successo realmente con il suo film

Bertolucci aveva raccontato che l’idea di girare questa scena era venuta a lui e a Marlon Brando mentre stavano facendo colazione seduti sulla moquette dell’appartamento parigino, utilizzato come scena della storia, mentre l’attore spalmava del burro su una baguette. Di comune accordo i due artisti decisero di non dire niente a Maria per avere una reazione più realistica. In occasione della scomparsa di Maria Schneider, morta di cancro il 3 febbraio 2011 a soli 58 anni, Bertolucci affermò che “avrebbe voluto scusarsi”.

Proprio in merito alla scena del burro, Maria Schneider, scomparsa nel 2011,  dichiarò nel corso di un’intervista di essere all’insaputa di quello che stesse accadendo sul set, quando lei era una diciannovenne e Brando un quarantottenne.

“Mi dissero come si sarebbe svolta la scena solo prima di filmare ed ero arrabbiatissima” aggiunge l’attrice, sulla scena di ‘sodomizzazione’, “mi sono sentita anche un po’ violentata da Marlon e Bernardo”.

Intanto Bertolucci nel corso di un’altra intervista si giustificò in questa maniera: “Volevo che la sua fosse una reazione spontanea da ragazza e non da attrice. Io e Marlon le avevamo omesso solo il particolare del burro, non il resto. Maria sapeva benissimo della ‘violenza’ che avrebbe subito”. Nonostante la sua giustificazione Bertolucci non mancò di scusarsi a posteriori anche nel 2013 nel corso di un’altra intervista, qui sotto riportata.

Bernardo Bertolucci: la sua opera lodevole

Nonostante tutte le polemiche, in passato condannato, oggi “Ultimo Tango a Parigi” è uno dei film più apprezzati della storia del cinema italiano, senza dimenticare che fu campione d’incassi della stagione cinematografica 1972-1973.

Un Nastro d’Argento per il regista del miglior film a Bernardo Bertolucci, un David di Donatello all’attrice Maria Schneider e due nomination agli Oscar per il regista e l’attore protagonista, Marlon Brando.

Stilizzato  e sontuoso sia nella forma che nei contenuti il film di Bernardo Bertolucci resta comunque un film moderno, il connubio tra ethos e pathos rende singolare questa pellicola, per la quale sono stati spesi fiumi di parole, in cui l’incontro sessuale diviene mezzo per mettere in  scena la solitudine umana e il crollo dei valori di un certo tipo di società.

Con questa affascinante e ambigua storia d’amore, perversa al punto giusto, Bernardo Bertolucci  omaggia il cinema dei classici grazie anche alla superlativa perfomance di Brando.

Vogliamo dunque deliziarvi con un filmato in cui il regista, a distanza di trent’anni, parla della ‘creatura’ che ha contribuito a conferirgli l’eternità nella storia del cinema.

Roberta Perillo

16/03/2017

 

 

 

 

 

 

 

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