Barbara D'Urso, dall'esordio come showgirl all'affermazione in televisione
(Napoli, 7 Maggio 1957)
Barbara D’Urso, nata Maria Carmela, a Napoli il 7 Maggio del 1957 è conosciuta dal pubblico italiano per essere una delle conduttrici più in voga su Canale 5.
Nel suo curriculum vitae figurano infatti alcuni tra i programmi di maggior successo di Mediaset come ad esempio alcune edizioni del Grande Fratello (dal 2003 al 2005), La Fattoria (2006), e i programmi contenitore Domenica 5 (2008), Mattino 5 (2008), Pomeriggio 5, che sta conducendo anche attualmente.
Il suo debutto in televisione avviene nel 1977 su Telemilano con il programma sportivo Gol.
In pochi però sanno che la D’Urso è anche un’attrice di discreto successo sia di cinema e tv che di teatro. La prima volta davanti alla macchina da presa è nel 1979 nella serie tv “Delitto di via Teulada”, a cui seguono negli anni successivi “La casa rossa” (1981) e “Skipper” (1984). Nel frattempo il cinema si accorge della conduttrice proponendole dei ruoli e delle apparizioni in pellicole che ottengono un discreto successo come “Erba selvatico” di Gianfranco Campigotto del 1982 e “Blues metropolitano” di Salvatore Piscitello del 1985.
La notorietà come interprete per la giovane Barbara arriva però nel 1995 con “La dottoressa Giò”, film per la tv del 1995 in cui interpreta una ginecologa di un ospedale pubblico e da cui sono state tratte due omonime serie tv “La dottoressa Giò – Una mano da stringere” e “La dottoressa Giò 2”, andate in onda rispettivamente nel 1997 e nel 1998 su Rete 4. Il 1995 costituisce il momento più alto della sua carriera cinematografica perché è diretta da Ettore Scola in “Romanzo di un giovane povero”, dove ha il piacere di dividere il set con Alberto Sordi e Isabella Ferrari, anche se la parte di Barbara non è certamente da protagonista. Per il cinema comunque ottiene anche altre particine inalcune pellicole, soprattutto commedie, tra le quali ricordiamo: “Il manoscritto di Van Hecken” di Nicola de Rinaldo del 1999 e sempre nello stesso anno: “Tutti gli uomini del deficiente” di Paolo Costella. L’ultima volta che la biondissima Barbara D’Urso lavora sul grande schermo, prima di dedicarsi completamente alla televisione, è nel 2004 con il film di Diego Fabbrero “Per giusto omicidio”.
Tiziano Filipponi
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