Assassinio sull’Orient Express

 

Assassinio sull'Orient Express - Recensione: Kenneth Branagh, l'unico uomo che, con impeccabile maestria, sa unire cinema e teatro

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"Assassinio sull’Orient Express" è un film impeccabile. E come potrebbe essere altrimenti, considerando che alla regia, e nei panni del protagonista stesso, c’è Kenneth Branagh?

Uno dei ‘mostri sacri’ del panorama teatrale britannico potrebbe permettersi di portar in scena una delle storie più tediose di tutti i tempi, riuscendo, comunque, a farla risplendere di eleganza; figurarsi se la materia in questione è stimolante e avvincente come quella narrata da Agatha Christie nel suo giallo più celebre.

Sarà il rapporto oramai indissolubile che lo lega alle opere shakespeariane, ma in ogni film di Branagh si percepisce quel tocco teatrale e pulito che rende ogni suo film estremamente gradevole.

"Assassinio sull’Orient Express" è ricco di ricercati movimenti di macchina; il piano sequenza iniziale, che funge da presentazione di tutti i personaggi, è semplicemente perfetto. Il cast è, naturalmente, di prim’ordine, a partire dallo stesso Branagh; unica pecca, nella versione italiana, è la scelta del doppiatore dello stesso, il cui accento belga non risulta particolarmente convincente (diciamo persino stereotipato).

A differenza della versione del ’74, sotto la regia di Sidney Lumet, il film diretto ed interpretato da Branagh ha un’atmosfera decisamente più cupa; gli elementi comici sono quasi del tutto assenti, salvo qualche sprazzo di fine ilarità prettamente british-. Il focus è centrato sul dubbio circa l’essenza della giustizia: cos’è quest’ultima? Esistono dei criteri oggettivi con cui valutarla?

Hercule Poirot è un uomo di scienza, reputa l’omicidio un’espressione di bestialità che poco dovrebbe aver a che fare con l’uomo; eppure, nonostante questa sua intransigenza morale, si trova a dover fare i conti con la propria empatia, mettendo di fatto in dubbio tutto ciò in cui, fino a quel momento, ha creduto.

Assassinio sull’Orient Express: un remake pregevole, ma pur sempre un remake

L’inflessibilità che si tramuta in generica indulgenza è una tematica, ammettiamolo, piuttosto reiterata; se non fosse per la maestria di Kenneth Branagh, il film non sarebbe assolutamente degno di nota.

È l’infelice destino dei remake, che non riescono mai, per la loro stessa natura, a superare l’originale. Ne è conscio lo stesso Branagh, che durante un’intervista a Vanity Fair, ad una domanda circa la moda dei remake, risponde semplicemente: «È vero, sembra esserci un po’ di stanchezza. Ma gli spettatori sono conservatori: dai loro qualcosa di nuovo e lo rifiutano. Dai loro qualcosa che richiede più di due secondi di spiegazione, e l’attenzione è già svanita. Forse è per questo che gli Studios vanno dietro a titoli già conosciuti».

Per fortuna c’è il teatro, elemento con cui l’encomiabile attore e regista britannico è un tutt’uno.

Per fortuna.

Nicole Ulisse

  • Titolo originale: Murder On the Orient Express
  • Regia: Kenneth Branagh
    Cast: Kenneth Branagh, Daisy Ridley, Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Michael Peña, Judi Dench, Lucy Boynton, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Tom Bateman
  • Genere: Giallo, poliziesco, colore
  • Durata: 114 minuti
  • Produzione: USA, 2017
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Data di uscita: 30 Novembre 2017

Assassinio sull'Orient Express Locandina ita"Assassinio sull'Orient Express", tratto dall'omonimo e famosissimo romanzo giallo di Agatha Christie, è incentrato sul personaggio di Hercule Poirot, investigatore belga che si ritrova a dover far luce sul misterioso assassinio di un uomo, mentre viaggia sull'Orient Express.

Il cadavere appartiene ad un certo Samuel Edward Ratchett, un distinto americano appassionato di viaggi. In seguito ad una terribile bufera di neve che manderà all'aria i piani dell'assassino, non sarà difficile per Poirot dedurre che l'omicida si trova ancora tra i passeggeri e, in modo particolare, che il suo scompartimento è sullo stesso vagone del defunto Ratchett.

Alcuni indizi faranno evolvere l'indagine verso la scoperta della vera identità dell'uomo assassinato e del movente del delitto. La situazione si fa ancora più intricata quando, alla pista iniziale, si aggiungono una serie di prove superflue che cercheranno di depistare la risoluzione del caso e di incriminare il colpevole sbagliato. Soltanto più tardi, grazie ad una serie di inattesi colpi di scena, se ne verrà a capo.

Assassinio sull'Orient Express: un cast di grandi nomi

"Assassinio sull'Orient Express", remake della versione cinematografica datata 1974 e diretta da Sidney Lumet, rivela la sua straordinarietà non solo nella trama intricata, ma anche in un cast e una regia che non hanno bisogno di presentazioni.

A partire dal regista, che sarà anche protagonista della pellicola, il cast di "Assassinio Sull'Orient Express" può vantare davvero alcuni tra i più grandi nomi e artisti del panorama cinematografico contemporaneo. Nel ruolo di un davvero inusuale Hercule Poirot, il magistrale Kenneth Branagh, candidato a ben cinque Premi Oscar e vincitore di tre Premi BAFTA e un Premio Emmy. Branagh è notissimo come regista e interprete shakespeariano, nonché da sempre appassionato di letteratura; il suo contributo a Poirot consente di dare un volto completamente nuovo al personaggio e una chiave di lettura sicuramente notevole alla narrazione.

Tra gli altri appaiono un sempre affascinante Johnny Depp, una splendida Michelle Pfeiffer e, ancora, Daisy Ridley, Josh Gad, Judi Dench, Penélope Cruz; ultimo, ma non per importanza, Michael Peña.

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