(Karigurashi no Arrietty) Regia: Hiromasa Yonebayashi – Sceneggiatura: Hayao Miyazaki e Keiko Niwa – Genere: Film d’animazione, colore, durata: 94 minuti – Produzione: Giappone 2010.
Incantevole è l’aggettivo adatto per descrivere “Arrietty”, film di animazione realizzato dallo Studio Ghibli. Per la prima volta la direzione non è del maestro Miyazaki o di Isao Takahata, ma è affidata a Hiromasa Yonebayashi, eccellente animatore dello studio, nel quale lavora da quindici anni. Maro, così viene chiamato dai colleghi, raccoglie il testimone con umiltà, portando sullo schermo una pellicola dalla grafica superlativa, con temi intensi, trattati con grande dolcezza. La storia è tratta dal romanzo “The Borrowers”, scritto nel 1952 da Mary Norton, alla quale dobbiamo anche il libro dal quale la Disney ha tratto “Pomi d’ottone e manici di scopa”. L’ambientazione passa dall’Inghilterra dell’epoca al Giappone contemporaneo, ma lo spirito del racconto è intatto: una famiglia di persone minuscole, conosciute in Italia come ‘rubacchiotti’, abitano sotto il pavimento di una casa in campagna, e si sostentano prendendo in prestito delle cose dalla casa degli umani. Il concetto caro a Miyazaki, in antitesi al consumismo imperante è proprio questo: una possibile convivenza tra persone che si prestano le cose, potendone anche cambiarne creativamente l’utilizzo. Con l’amicizia tra la minuscola Arrietty e Sho, si vuole promuovere l’idea di una possibile coesistenza tra persone che rispettino le altrui diversità, una ventata di ottimismo, in un periodo come questo, carico di tensioni sociali, che portano spesso all’incomunicabilità. Come sempre Ghibli propone film che vanno oltre le immagini, colpendo il cuore e stimolando la riflessione.
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