Arnold Schwarzenegger l’ex culturista austriaco venuto dal nulla che ha saputo conquistare prima Hollywood e poi la politica americana
(Thal, 30 luglio 1947)
Arnold Alois Schwarzenegger nasce il 30 luglio del 1947 in Austria, a Thal, un paesino della Stiria molto vicino alla città di Graz. I suoi genitori sono piuttosto severi, suo padre, Gustav, è un poliziotto. Il piccolo Arnold viene educato secondo i dettami di un cattolicesimo molto stretto. La rigidità del padre lo spinge a occuparsi di sport, in modo da poter stare fuori di casa il più possibile e a soli 14 anni il ragazzo comincia a interessarsi al body building. I suoi idoli sullo schermo sono i body builders Steve Reeves e Johnny Weismuller che interpretano forzuti del cinema come Maciste o Tarzan. La dedizione di Arnold agli allenamenti è tale che, durante il servizio militare, a 18 anni, si assenta senza permesso per partecipare a un concorso di body building, facendosi punire con una settimana di prigione.
Nel 1966 arriva il suo grande momento: viene selezionato per il concorso di Mr. Universo e, anche se arriva solo secondo, impressiona il trainer Charles “Wag” Bennett che gli offre di trasferirsi a Londra e allenarsi con lui. Il giovane Schwarzenegger non se lo fa ripetere due volte e comincia a imparare l’inglese oltre a costruirsi una struttura fisica sempre più monumentale. All’età di vent’anni vince il suo primo concorso di Mr. Universo, un titolo che otterrà per altri tre anni di seguito. Nel 1968 decide di sfruttare la sua fama e di trasferirsi in California dove spera di diventare un attore.
I primi tempi sono molto duri per Arnold che parla un pessimo inglese con un fortissimo accento tedesco, anche se continua a conquistare titoli nelle competizioni di body building come Mr. Olympia, titolo che vince sette anni di fila. Nel suo primo film, “Ercole a New York” (1969), l’attore deve essere doppiato a causa del suo accento. Poi Robert Altman lo fa recitare nel ruolo di un killer sordomuto nel suo “Il lungo addio” (1973). Con “Il gigante della strada” (1976), in coppia con un giovane Jeff Bridges, rivela finalmente le sue capacità attoriali, aggiudicandosi un Golden Globe come Miglior Attore Esordiente. Nel 1977 pubblica una guida al body building che diventa presto un best-seller.Il libro è seguito dal docu-drama “Uomo d’acciaio” (1977) dove si mettono in scena diversi body builder e le loro tecniche di allenamento.
Gli anni Ottanta si aprono con il vento a favore per l’attore austriaco che viene scelto da John Milius come protagonista per il fantasy “Conan il Barbaro” (1982), un film violentissimo per i parametri dell’epoca, che diventa ben presto un successo internazionale al botteghino. Il successo viene bissato nel sequel “Conan il distruttore” (1984), ma soprattutto dal fantascientifico “Terminator” (1984), kolossal di James Cameron nel quale interpreta uno spietato e indistruttibile assassino robotico. A questo punto Schwarzenegger è ormai famosissimo e nonostante molti facciano ancora ironie sul suo accento e sulla sua recitazione, a dir poco legnosa, diventa uno dei volti preferiti dell’action movie anni Ottanta: berretto verde in “Commando” (1985), agente dell’FBI in “Codice Magnum” (1986) e super-poliziotto russo in “Danko” (1988) al fianco di James Belushi.
Nei ruoli ricoperti da Schwarzenegger c’è sempre un fondo di autoironia che lo distingue dall’amico-rivale Sylvester Stallone, non a caso si mette alla prova anche in commedie come “I gemelli” (1988) con Danny DeVito e “Un poliziotto alle elementari” (1990). Con il successo stratosferico dei fantascientifici “Predator” (1987), “Atto di forza” (1990) e “Terminator 2 – Il giorno del giudizio” (1991), Schwarzenegger, o come ormai lo chiamano a Hollywood, Schwarzy, corona definitivamente la sua carriera di duro del grande schermo.
Negli anni Novanta, l’attore austriaco, ormai naturalizzato americano, resta un grande dello star-system con pellicole come “True Lies” (1994) o “Batman e Robin” (1997) dove interpreta il cattivissimo Mister Freeze, ma comincia a occuparsi sempre più di politica.
Fin dagli anni Ottanta è uno sfegatato supporter dei Repubblicani e inoltre molto attivo nell’ambito del potente sindacato degli attori. Dopo il trionfo di “Terminator 3 – Le macchine ribelli” (2003), Schwarzenegger decide che è il momento di fare sul serio e si candida a Governatore della California, seguendo le orme del suo mito, l’attore Ronald Reagan. A sorpresa viene eletto e resta Governatore del grande stato americano fino al 2011. La sua prima apparizione al cinema, dopo anni, è un cameo nel recente “I mercenari” (2010) diretto da Stallone. Non ci sono dubbi che Schwarzenegger progetti un suo ritorno al cinema: secondo recenti indiscrezioni starebbe preparando un western intitolato “Last Stand” che dovrebbe arrivare sui nostri schermi entro l’anno prossimo.
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