Antonio Banderas
(Malaga, 10 agosto 1960)
La frattura di un piede, che a 14 anni ha bloccato per sempre la carriera di calciatore di Antonio Banderas, è stata la fortuna dell’attore andaluso che, spostato l’interesse dallo sport alla recitazione, dopo aver visto una rappresentazione del musical “Hair”, è diventato una star internazionale. Figlio di un poliziotto e di una maestra elementare, Banderas muove i primi passi nei teatri di Malaga (è stato anche arrestato per aver lavorato nella rappresentazione di un’opera di Brecht, censurata dal regime franchista), fino al trasferimento a Madrid, nel 1981, dove viene notato da Pedro Almodovar, che lo prende sotto la sua ala protettrice e ne fa il suo “attore feticcio”. La collaborazione tra i due inizia con “Labirinto di passioni” del 1982 (debutto cinematografico di Banderas), per proseguire con una serie di film di cui indimenticabile è “La Legge del desiderio”, del 1987, dove Banderas dà il primo bacio gay del cinema spagnolo. E’ però solo nel 1988 che esplode come star, grazie a “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, accanto alla già famosissima Carmen Maura. Dopo l’ultimo lavoro con l’amico Pedro (si tratta di “Légami!”, del 1990), viene notato da un produttore americano che gli offre il suo primo ruolo da protagonista a Hollywood, dopo essere stato nel cast di “A letto con Madonna” (1991), ne “I re del Mambo” (1992), accanto ad Armand Assante. Poiché all’epoca l’attore non conosceva una sola parola d’inglese, dovette imparare le battute a memoria, senza avere la più pallida idea di cosa stesse dicendo. Anche se la sua carriera viene lanciata definitivamente grazie a “Philadelphia” (1993), di Jonathan Demme, dove veste i panni del fidanzato di un avvocato gay affetto da AIDS (interpretato da Tom Hanks che vinse l’Oscar), Banderas è stato uno dei protagonisti, lo stesso anno, del film tratto dall’omonimo romanzo di Isabel Allende, “La casa degli spiriti”, diretto da Bille August, e nel 1994 ha interpretato “D’amore e Ombra”, tratto anch’esso da un romanzo della Allende. Tra i lavori più interessanti a cui ha preso parte: “Intervista col vampiro” (1994), di Neil Jordan, dove diventa il vampiro Armand; un episodio di “Four Rooms” (1995) di Robert Rodriguez; “Desperado” (1995), secondo episodio della trilogia su “El Mariachi”, sempre di Rodriguez che lo dirige ancora in “C’era una volta in Messico” (2003), episodio conclusivo della saga. Da non scordare la commedia brillante “Two Much” (1996), dove incontra Melanie Griffith. Tra i due, all’epoca entrambi impegnati (lei con l’attore Don Johnson, lui con la spagnola Ana Leza), scoppia la passione e, dopo un divorzio lampo, si sposano. Dalla loro unione è nata la piccola Stella del Carmen. La carriera di Banderas continua con film del calibro di: “Evita” (1996), di Alan Parker, al fianco di Madonna, in cui interpreta Ernesto “Che” Guevara e “La maschera di Zorro” (1998), con Anthony Hopkins e Catherine Zeta-Jones (nel 2005 tornerà a vestire i panni di Zorro nel sequel “La leggenda di Zorro”); oltre alla trilogia di film per ragazzi “Spy Kids” (2001, 2002, 2003); lo scandaloso “Original Sin” (2001), al fianco di una conturbante Angelina Jolie; “Frida” (2002) con Salma Hayek e Alfred Molina; al drammatico “Bordertown” (2007), con Jennifer Lopez. Antonio Banderas è stato anche il doppiatore del personaggio del Gatto con gli Stivali nella versione originale di tutti gli episodi del cartoon “Shrek”, sia nella versione televisiva che quella cinematografica.
d.c.
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