Anthony Minghella - Biografia
(Ryde, 6 gennaio 1954 – Londra, 18 marzo 2008)
È un vero peccato che un regista e sceneggiatore dalla sensibilità come quella di Anthony Minghella sia scomparso così prematuramente. Nato il 6 gennaio del 1954 da padre italo-scozzese, Anthony Minghella si forma alla Sandown Grammar School, al St John's College e si laurea all'Università di Hull. È proprio all’interno dell’università che inizia a lavorare come assistente e scrivendo alcune sceneggiature per il teatro. Dal teatro arrivano le prime soddisfazioni professionali con la nomina dai London Theatre Critics di Miglior Drammaturgo. Durante gli anni Ottanta si occupa di televisione e per la BBC realizza la sceneggiatura di otto episodi di “Grange Hill” (1985) e nove episodi di “The Storyteller” (1989). Esordisce sul grande schermo dirigendo nel 1990 “Il fantasma innamorato”, film fantastico che la BBC voleva destinare alla tv, ma che poi esce anche al cinema, suscitando i favori della critica. Nel 1992 recitano per lui attori del calibro di William Hurt e Matt Dillon nella commedia “Mister Wonderful”, che ottiene ancora una volta il consenso della critica e piace anche al pubblico. Subito dopo è all’opera con quello che sarà il suo capolavoro: “Il paziente inglese” (1996), adattamento del romanzo di Michael Ondaatje, alla cui sceneggiatura Minghella si applica per un anno e mezzo. Avvalendosi di un cast d’eccezione composto da Ralph Fiennes, Juliette Binoche, Willem Dafoe, Naveen Andrews e Kristin Scott Thomas, il regista gira per un anno tra Toscana e deserto, realizzando un’opera di grande respiro e di forza evocativa non solo per la bellezza delle immagini, ma anche per i bellissimi dialoghi. Il film è amato talmente tanto da ricevere nel 1997 dodici nomination agli Oscar, portandone a casa ben nove, tra cui Miglior Film e Miglior Regia. È ancora successo con il successivo “Il talento di Mr. Ripley”, nominato dall’Academy per la Miglior Sceneggiatura, con un Matt Damon impegnato in una delle sue migliori prove e girato in gran parte in Italia. È il 2001 quando Minghella si dedica all’adattamento di un altro romanzo, quello di Charles Frazier, da cui viene realizzato “Ritorno a Cold Mountain” (2003), ambientato durante la Guerra Civile Americana, con Jude Law e una Nicole Kidman, oscurata in bravura da Renée Zellweger, che per la prova resa ottiene l’Oscar come Miglior Attrice non Protagonista e il Golden Globe. Ancora nel 2003 Minghella viene nominato segretario della British Film Industry, mentre nel 2005 ottiene dall’English National Opera la regia della “Madame Butterfly” di Puccini, in scena al Coliseum Theatre di Londra a al Vilnius di New York. La sua ultima regia al cinema è con Jude Law in “Complicità e sospetti” (2006), anche se il suo contributo per la settima arte prosegue nella produzione e nella scrittura: è tra gli sceneggiatori di “Nine” (2009) e per “The Reader – A voce alta” (2008) ottiene con in produttori del film una nomination postuma. Il 18 marzo del 2008 perde infatti la vita inseguito a complicanze dopo un intervento chirurgico, eseguito per la rimozione di un cancro alle tonsille e al collo.
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