Ant-Man – Recensione

  • Regia: Peyton Reed
  • Cast: Michael Douglas, Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Peña, David Dastmalchian, Corey Stoll
  • Genere: Fantascienza, colore
  • Durata: 117 minuti
  • Produzione: USA, Gran Bretagna, 2015
  • Distribuzione: Walt Disney
  • Data di uscita: 12 agosto 2015

 

Un film Marvel molto originale per la Fase 2, inaugurata da “Iron Man 3” nel 2013

antman“Ant-Man”, diretto da Peyton Reed e distribuito da Walt Disney Pictures in Italia dal prossimo 12 agosto, è un’opera atipica per la Marvel.
Dopo “Avengers: Age of Ultron”, diretto da Joss Whedon, lo spettatore gode della visione assolutamente originale di Reed.

Il regista, che ha diretto molte commedie nella sua carriera, è infatti approdato alla regia di “Ant-Man” a produzione iniziata per sostituire la premiata coppia Edgar Wright e Joe Cornish (i due avevano abbandonato il progetto per divergenze creative).

Più attraverso gli stilemi della commedia che quelli del film d’azione, Reed racconta la storia dell’uomo-formica, un supereroe che, indossando una tuta speciale, diventa della dimensione di un minuscolo insetto.

Lui è il rapinatore Scott Lang – interpretato da Paul Rudd – che vuole uscire dal giro dopo che l’ultimo colpo ha avuto conseguenze inaspettate. Sulla sua strada incontra lo scienziato Hank Pym, il primo ad indossare la tuta di Ant-Man da lui stesso inventata. Pym ha abbandonato la vita da supereroe dopo la morte tragica della moglie.

Seppur figlio di una storia produttiva piuttosto travagliata, “Ant-Man” risulta piuttosto ben riuscito, dal momento che molto è giocato sull’ironia che pervade i dialoghi.

I personaggi non sono i soliti uomini perfetti che devono salvare il mondo ma degli individui con un vissuto difficile. Vale per Pym interpretato da un magistrale Michael Douglas alle prese con un rapporto irrisolto con la figlia Hope. Il rapinatore che diventerà Ant-Man è in un qualche modo suo figlio putativo. Ma lo è anche il cattivo del film, rivale di Ant-Man, Yellowjacket, anche detto Calabrone, ex protégé di Pym Darren Cross, affiancato apparentemente da Hope, in rotta con il padre. Una catarsi finale li riavvicinerà.

Ant-Man: u n gioiellino digitale che amplifica il senso della vista grazie all’uso sapiente del 3D

Girato in 3D “Ant-Man” è un vero proprio piacere per l’occhio grazie all’uso di lenti Frazier e piccole Skater-cam digitali dai risultati notevoli. Dal grande si passa al piccolo in meno di un secondo e ogni singolo oggetto dell’inquadratura ha il suo senso, mentre la dimensione del reale e del fantastico si confondono continuamente.

Seppur non perfetto, forse per la sua difficile genesi creativa, “Ant-Man” ha un ottimo cast. A parte Michael Douglas Pym, impeccabile come al solito, sono all’altezza del loro ruolo Evangeline Lilly/Hope, sua figlia, coriacea e fragile al tempo stesso e Paul Rudd/Lang alias Ant-Man.

Giorgio Bartoletti

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