ANEC e ANEM contro le misure restrittive del Consiglio Superiore della Sanità Non si placano le polemiche attorno agli occhialini in 3D. Ieri il Consiglio Superiore della Sanità, come vi abbiamo segnalato, si è scagliata contro l’utilizzo del 3D nei cinema italiani, proponendo la scritta “sconsigliata la visione ai minori di sei anni” per tutte le nuove pellicole che utilizzano questa tecnologia. L’Adoc, ad esempio, ha proposto 5 minuti intervallo obbligatorio durante la visione del film. Oggi, un comunicato stampa congiunto di Anec e Anem, risponde alle perplessità in merito all’igiene e agli effetti collaterali:
L’Anec e l’Anem, associazioni rappresentative degli esercenti cinematografici italiani, esprimono “fortissima preoccupazione” in merito alla confusione in atto riguardo la questione “occhiali 3D”. “Siamo di fronte – dichiarano le associazioni - ad una vera e propria campagna di ingiustificato allarmismo e di non corretta informazione. Al fine di scongiurare l’adozione di azioni restrittive della libertà di mercato e di non contribuire a procurare allarme ingiustificato, si ricorda che oltre 14 milioni di spettatori hanno visto in Italia film in 3D decretando un successo in costante crescita e che gli episodi conosciuti di reali conseguenze a seguito della visione di questi film che richiedono l’uso degli occhiali sono assolutamente trascurabili. Non neghiamo l’autorevolezza del Consiglio Superiore della Sanità, ma ci domandiamo come mai non siano state ascoltate le aziende produttrici, come mai non siano state ascoltate le aziende dell’esercizio, come mai non siano state valutate le differenze tra i vari sistemi di proiezione, come mai non si sia entrati nel merito specifico. Autorevoli esperti in oftalmologia italiani e stranieri hanno valutato in modo ben diverso i rischi e le conseguenze collegati ad una visione di questi film, che sono proposti in tutto il mondo senza l’insorgere delle polemiche sollevate in Italia. Le Associazioni degli esercenti richiedono urgentemente un esame più approfondito della problematica prima della adozione di qualunque provvedimento e una valutazione che tenga conto anche delle legittime opinioni e conoscenze della professione cinema. Gli esercenti ribadiscono che la tutela dei consumatori è loro interesse primario, tanto quanto la tutela degli investimenti economici e produttivi che hanno consentito il ritorno di tanti spettatori al cinema e la conseguente tutela della occupazione specifica addetta.Si è consapevoli che fra poco avremo la diffusione casalinga dei sistemi 3D, sempre con gli occhiali e senza alcun controllo temporale del loro utilizzo?Si è consapevoli che i vari sistemi di proiezione in 3D con l’utilizzo dei propri specifici occhiali non sono compatibili tra loro e quindi non si tratta di fare una scelta tra “monouso” e “riutilizzo”, ma tra un sistema tecnologico e un altro (per esempio tra l’utilizzo di occhiali polarizzati o occhiali attivi o passivi)?Di tutto questo e altro l’Anec e l’Anem sono pronte a discutere in tutte le sedi competenti”.
Dove sta la verità? Certamente non saranno le associazioni a dircelo.
17 / 03 / 2010
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