Alcolista

L’alcolista – Recensione: un thriller amaro sul dolore e la dipendenza

Alcolista L. Pavetto

Alcolista: il regista Lucas Pavetto

Lucas Pavetto, dopo il successo del suo primo lungometraggio, "The Perfect Husband", per il suo secondo lavoro sceglie di realizzare un thriller, accantonando il genere horror, sul quale ha costruito la sua carriera.

"Alcolista" è il racconto di una follia che non lascia speranza, ‘certe dipendenze non hanno cura’ come recita il sottotitolo del film. Tutto ruota attorno a Daniel, un alcolista in stadio avanzato, cui unica ragione di vita pare essere riuscire a uccidere il suo vicino di casa. Perché? E’ questa la domanda che si pone lo spettatore appena si rende conto che sicuramente un uomo cui unica compagnia è la bottiglia difficilmente può essere un killer di professione.

Pavetto, che ha scritto la sceneggiatura a quattro mani con Massimo Vavassori, mostra senza pietismi un uomo ripiegato su se stesso, che non riesce a rimanere sobrio neppure un attimo, motivo per cui è veramente difficile tenere una pistola in mano e centrare il bersaglio. Un bersaglio, il vicino, che non potrà suscitare simpatia nello spettatore, che è portato a solidarizzare con Daniel, soprattutto quando la matassa si dipana, mostrando i motivi della rabbia del protagonista.

Alcolista: un racconto di solitudine e paure

Ma la rabbia e il dolore possono superare la dipendenza dall’alcol? E veramente ciascuno di noi può abbigliarsi coi panni del giustiziere? Pavetto non dà giudizi morali o pilastri etici cui affidarsi, piuttosto indugia sul malessere dell’uomo, che man mano che la narrazione procede comprendiamo aver avuto una vita non distante da quella che potrebbe essere quella di ciascuno di noi.

Il girato di "Alcolista" è disturbante, visivamente faticoso, le scene sono quasi esclusivamente senza luce, e le riprese effettuate in pieno giorno sono oscurate dal buio che regna nell’anima del protagonista. La scelta di spostare continuamente la messa a fuoco, girando buona parte della pellicola fuori fuoco, come se anche l’occhio della telecamera fosse ubriaco al pari di Daniel, non sempre paga, affaticando la visione da parte del pubblico in sala.

Alcolista: una produzione indipendente ben riuscita

"Alcolista" funziona, nonostante alcune ingenuità narrative finalizzate all’evolversi delle vicende, perché Bret Roberts (che ha già lavorato con Pavetto nella sua opera prima) riesce a donare a Daniel un’anima, portando lo spettatore ad entrare in empatia con lui, tanto da sperare, nonostante gli accadimenti lascino poco spazio ai sogni, in una qualche risurrezione.

Punto debole del film è un cast, che tranne Roberts non è all’altezza della situazione, una per tutte Gabriella Wright (anch’essa già diretta da Pavetto nella sua opera prima), che veste i panni di Claire, la donna che lavora in un centro di recupero per alcolisti e casualmente incrocia la propria vita con quella di Daniel. La sua è una recitazione scialba, a tratti fastidiosa, e i suoi demoni fanno capolino troppo tardi nel costrutto narrativo.

Siamo lontani da "Via da Las Vegas", ma "Alcolista" ha il coraggio di mostrare, in un’epoca in cui tutto pare avere un rimedio che ‘e vissero tutti felici e contenti’ non è sempre possibile, o se lo è implica tempi lunghi e sforzi inimmaginabili.

Maria Grazia Bosu

  • Titolo originale: L’alcolista
  • Regia: Lucas Pavetto
  • Cast: Bret Roberts, Gabriella Wright, Tania Bambaci
  • Genere: drammatico, thriller
  • Durata: 105 minuti
  • Produzione: Italia, 2016
  • Distribuzione: West 46th Films
  • Data di uscita: 18 maggio 2017

Alcolista poster"Alcolista" è la storia di un uomo, Daniel, completamente ripiegato su se stesso, schiavo dell’alcool in maniera estrema.

Alcolista: il dramma del non superare i propri dolori

Daniel è un uomo solo, dalla vita distrutta, cui unica compagnia sono le bottiglie di alcolici disseminate per casa, alcune vuote, alcune pronte per essere scolate. La sua sembra una vita sprecata, non fosse per l’ossessione per il vicino di casa, che l’uomo spia continuamente, aspettando il momento giusto per farlo fuori.

Il regista italo-argentino Lucas Pavetto, classe 1982, nato a Rosario e trasferitosi in Italia con la famiglia a soli cinque anni, dopo il successo dell’horror “The Perfect Husband”, si mette di nuovo dietro alla macchina da presa per confezionare un thriller in cui ritrova buona parte del cast della sua opera prima.

"Alcolista" ha per protagonista Daniel, cui presta il volto Bret Roberts, dipendente in stadio avanzato, tormentato dal dolore e dalla rabbia, che casualmente incontra Claire, un’operatrice impegnata in un centro di sostegno. La donna prende a cuore la situazione dell’uomo, infrangendo regole etiche e dimenticando il buon senso. Ma anche Claire convive con dei demoni difficili da scacciare, mostrando come per ciascuno di noi le scelte dell’oggi sono spesso frutto di ciò che abbiamo vissuto in passato.

Alcolista: una produzione italiana indipendente

"Alcolista", girato completamente a New York, è una produzione tutta italiana, grazie alla lungimiranza della Dea Film, specializzata in film di genere, dal respiro internazionale, hanno voce molti cineasti nostrani che verrebbero altrimenti schiacciati da un cinema che lascia poco spazio alle voci fuori dal coro.

"Alcolista" sbarca nelle sale italiane dopo aver partecipato con successo a vari Festival internazionali: Buffalo International Film Festival, Crystal Palace International Film Festival, Fano International Film Festival , Festival Intenacional de Torremolinos, Sydney Indie Film festival, distribuito dalla WEST 46th FILMS, una società di produzione e distribuzione attiva a Roma e New York, che ha il coraggio di investire sul cinema indipendente.
Nel cast del film, oltre al già citato Bret Roberts: Bill Moseley, Gabriella Wright, John Robinson, Lloyd Kaufman, Tammy Jean, Sherri Lyn Litz, Zac Amico, William Otterson e Jeff Lasky.

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