Alain Resnais - Biografia
Alain Resnais, autore leggendario del cinema francese degli anni Sessanta
(Vannes, 3 giugno 1922)
Alain Resnais, nato il 3 giugno 1922 a Vannes, è insieme a Godard e Truffaut uno dei più celebri esponenti del movimento della Nouvelle Vague. Figlio unico di un’agiata famiglia borghese, fin da giovanissimo si appassiona alla letteratura, al cinema, alla fotografia e al fumetto.
A soli 14 anni gira un piccolo cortometraggio ispirato al personaggio avventuroso di Fantomas. Nel 1942 ottiene un piccolo ruolo nel film “I visitatori della sera” di René Clair, cosa che contribuisce ulteriormente ad avvicinarlo al mondo del cinema. L’anno dopo viene ammesso al IDHEC (Institute des hautes études cinématographiques), una prestigiosa scuola fondata dal regista Marcel L’Herbier, presso la quale frequenta i corsi di montaggio.
Dopo alcune esperienze come aiuto-regista e montatore, nel 1946 dirige “Ouvert pour cause d'inventaire” con Gérard Philipe, e Danielle Delorme. Realizza poi il corto documentario “Van Gogh” (1950) e altri documentari sui temi più vari: dai “Castelli di Francia” (1948) a “Guernica” (1950), dai “Giardini di Parigi” (1948) a “Gauguin” (1950).
Nel 1956 realizza il suo più famoso documentario “Notte e Nebbia”, dedicato all’Olocausto, per il quale ottiene il Premio Jean Vigo. Durante questi anni Resnais è sempre vicino alle posizioni dei giovani autori e critici raccolti attorno a Cahiers du Cinéma. Anche se non fa ufficialmente parte del gruppo i suoi scritti appaiono periodicamente sulla rivista fondata da Bazin.
Nel 1959, Resnais gira il suo primo film narrativo, l’ambizioso “Hiroshima mon amour”, sceneggiato dalla celebre scrittrice francese Marguerite Duras. Il film affronta in maniera straniante esperimentale temi ancora vivamente dolorosi, come il bombardamento atomico di Hiroshima e l’occupazione nazista della Francia. Il film ha un grande successo di pubblico e di critica, uscito quasi contemporaneamente a “I quattrocento colpi” di Truffaut e “Fino all’ultimo respiro” di Godard, segna un momento di svolta per il cinema europeo e internazionale.
Nel 1961 Resnais firma “L’anno scorso a Marienbad”, su una sceneggiatura del fondatore del Nouveau Roman francese, Alain Robbe-Grillet. Il film è onirico e densamente intellettuale, con una qualità estetica che fa scalpore e frutta al regista un Leone d’Oro al Festival di Venezia. Le immagini di Marienbad sono notoriamente uno degli spunti utilizzati qualche anno dopo da Fellini per confezionare il suo capolavoro, “8 ½”.
Negli anni successivi Resnais si distinguerà per la produzione di film altrettanto sperimentali e impegnati, come “Muriel, il tempo diun ritorno” (1963) sulla guerra d’Algeria o “Mio zio d’America” (1980) che mette in scena il condizionamenti mentali esercitati dalla cultura sulla biologia, secondo le avanzatissime teorie del biologo Henri Laborit.
Con la vecchiaia, Resnais ha ridotto i suoi ritmi di produzione, ma è ancora capace di incantare le platee dei festival con gioielli come il dittico di influenza teatrale “Smoking/No Smoking” (1993) o il musical “Parole, parole, parole” (1997), entrambi vincitori di numerosi César, gli Oscar francesi. “Cuori” con Sabine Azéma, Laura Morante e André Dussolier, è stato girato nel 2006, all’incredibile età di 84 anni, ma non è stato certo l’ultimo titolo nella carriera del grande maestro francese. Nel 2009 è tornato infatti con "Gli amori folli", adattamento del romanzo "L'incident" di Christian Gailly, e sempre lo stesso anno ha vinto il Premio Speciale al Festival di Cannes.
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