Addio al premio Oscar Carlo Rambaldi
Se ne va il papà di E.T., King Kong e dell'immaginazione che diventa realtà
Carlo Rambaldi è morto il 10 agosto a Lamezia Terme (CT) dove viveva da dieci anni. Artista ed artigiano del cinema, come lo definivano molti, è stato il miglior creatore di effetti speciali, riuscendo a tenere alta la bandiera italiana anche ad Hollywood.
Parte come pittore e scultore, per poi iniziare il suo lavoro di "burattinaio" del cinema, collaborando con registi italiani di grande levatura come Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Mario Bava e realizzando gli effetti speciali per pellicole memorabili come "Profondo rosso" di Dario Argento.
Viene notato ad Hollywood da John Guillermin, per il quale lavora alla pellicola "King Kong" (1976), realizzando un enorme gorilla-pupazzo di 12 metri e vincendo l'Oscar per i migliori effetti speciali.
Altri due Oscar arrivano con importanti produzioni e film che hanno fatto la storia: "Alien" (1979) di Ridley Scott e "E.T." (1982) di Steven Spielberg. L'extraterrestre più famoso della storia del cinema è una delle creazioni più note di Rambaldi, il quale confessò di essersi ispirato ad un gatto himalayano per realizzarne il viso.
La meccatronica, la mescolanza di meccanica ed elettronica, era la sua arte, un'arte che ormai non esiste più, soppiantata dalla fredda tecnologia digitale tanto invisa a Rambaldi. Poteva essere considerato come il creatore di sogni ed incubi, di esseri teneri e dolci o creature spaventose e terribili, ha dato forma all'immaginazione e alla fantasia e così, si sa, ha fatto la storia del cinema.
Giuseppina Caliento
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