Abel Ferrara mette Roma a ferro e fuoco Alla conferenza stampa di “Go go tales”, il regista Abel Ferrara, noto per il suo caratteraccio, non risparmia nessuno dei membri del suo cast, né del suo staff: adirato e a tratti furioso, salva solo Willem Dafoe (presente all’incontro) per il sodalizio ritrovato, ma i maligni dicono che non fosse del tutto “in sé”...
Ecco le domande che gli sono state rivolte
Maestro Ferrara, come mai Asia Argento non è alla conferenza stampa?
Dice che per colpa della scena del bacio col rottweiler non ha più chiuso determinati contratti, anche se se n’era vantata a Cannes... Certo, è facile dire cose campate in aria! Allora diciamo anche che io avrei dovuto girare “I predatori dell’arca perduta”!
Quali sono i contenuti di questo film, a suo parere?
“Go go tales” fa riflettere sul nostro mestiere e sul fatto che, giocatori o meno, bisognerebbe sempre andare avanti a scommettere su noi stessi, come il personaggio di Willem Dafoe.
Willem, come ti trovi col maestro Ferrara?
Abbiamo un'affinità difficile da spiegare, tanto quanto l'atmosfera sospesa tra reale e surreale che c’era durante la lavorazione. Abel sa costruire una dimensione parallela fra il racconto e gli interpreti. Noi non recitavamo soltanto, ma ricreavamo in continuazione questa condizione tra sogno e metafora del sogno.
Maestro Ferrara, che ci dice del remake di Herzog?
Herzog sta girando il remake del mio “Cattivo tenente”? Mi hanno fatto giurare di non fare commenti, dico solo che secondo me non hanno le palle nemmeno per avvicinarsi a un film del genere!
Ha già idee per il futuro?
Sto lavorando con Albert Ruddy ad un western a cui parteciperà anche Willem Dafoe, poi c'è sempre in ballo il discorso di “Pericle il Nero”, nel quale vedo bene Riccardo Scamarcio, ma per quello è difficile per l'ennesima volta racimolare i soldi necessari.
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