A BEAUTIFUL MIND - RECENSIONE

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A Beautiful Mind - Recensione

Regia: Ron Howard – Cast: Russell Crowe, Ed Harris, Jennifer Connely, Christopher Plummer, Judd Hirsch, Josh Lucas – Genere: biografico, colore 140 minuti – Produzione: Gran Bretagna, 2001 – Distribuzione: Universal

“A Beautiful Mind”, diretto da Ron Howard nel 2001, vincitore di quattro Oscar (Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura non Originale, Miglior Attrice non Protagonista), quattro Golden Globe, due Premi BAFTA, uno Screen Actors Guild Award e due Satellite Awards, è un omaggio al grande matematico Premio Nobel per l’economia John Forbes Nash jr. (Bluefield,13 giugno 1928) ed è tratto dall’omonima biografia scritta da Sylvia Nasar edita in Italia col titolo “Il genio dei numeri – Storia di John Forbes Nash jr., matematico e folle”, ricchissimo di particolari e testimonianze raccolte dallo stesso Nash e dai suoi colleghi matematici. In realtà però la pellicola non racconta per intero la lunga e complicata vita dello studioso, ne omette alcune parti (solo per una questione di lunghezza), la romanza parecchio ma riesce comunque a conferirne il giusto valore. Nel ruolo di questo brillante uomo c’è uno strepitoso Russell Crowe, bravo come sempre, affiancato da Jennifer Connelly, eccezionale nel ruolo della moglie Alicia Nasch. La pellicola è ambientata inizialmente nel 1949, anno in cui John entra nella prestigiosa Università di Princeton dove vive con l’ossessione di trovare a tutti i costi un originale progetto a cui applicare i suoi studi e le sue formule. In uno stato di isolamento ricopre di numeri e formule ogni parete, ogni lavagna, ogni foglio, ogni finestra, ogni spazio vuoto. I suoi sforzi e la sua fatica però saranno premiati: in una tesi di appena ventisette pagine sviluppa la sua “Teoria dei Giochi” secondo alcuni precisi e innovativi criteri, superando di gran lunga quella dell’economista e filosofo scozzese Adam Smith (1723 – 1790), ideatore dell’economia politica classica. Immergendosi in un discorso più ampio e un po’ complesso è bene sapere che questa teoria è una scienza matematica che analizza situazioni di conflitto e ne ricerca soluzioni competitive e cooperative tramite modelli, ossia studiando decisioni individuali in situazioni di interazione tra diversi soggetti, per cui la decisione di uno può influire su quella di un altro, generando un meccanismo di retroazione. Essa è applicabile a molteplici campi: economico, finanziario, strategico – militare, politico, sociologico, psicologico, informatico, biologico e sportivo, ognuno con un particolare obbiettivo. Ritornando al film, scorrono sequenzialmente le scene in cui il protagonista diventa ricercatore al MIT di Boston, viene contattato dall’esercito che ha monitorato la sua incredibile capacità nel decodificare messaggi criptati e quindi può essere di grande aiuto nella guerra fredda. È qui che entra in scena Ed Harris che veste perfettamente i panni dell’oscuro William Parcher, frutto però della sua immaginazione. Ruolo chiave importantissimo è quello di Jennifer Connelly che interpreta in maniera sublime (infatti riceve un Oscar) Alicia Nash, la persona più importante nella vita di John, l’unica tra tutti che ha realmente saputo dargli la forza di guardare avanti e di non mollare mai, nonostante la terribile forma di schizofrenia di cui era affetto. Ed è proprio a lei che Nash nel 1994, si rivolgerà con toccanti parole piene d’amore e immensa gratitudine quando gli sarà conferito il Premio Nobel per l’economia. Fuori dallo schermo, il vero John Nash ha patito sofferenze e dolori incredibili: durante i molteplici ricoveri in istituti specializzati è stato sottoposto a dure sedute di elettroshock, shock insulinico, docce ghiacciate, e innumerevoli quantitativi di farmaci. I deliri che lo hanno realmente perseguitato, strappandogli via quasi tutta la lucidità sono le visioni di messaggi criptati provenienti anche da forme extraterrestri (su cui il film si è basato molto), il credere di essere l’imperatore dell’Antartide o il piede sinistro di Dio o ancora di essere il capo di un governo che lui definiva universale. Nel film invece le visioni ricorrenti oltre ai messaggi criptati, sono quelle del compagno di stanza e amico Charles Henman interpretato da un bravissimo Paul Bettany, capace di trasmettere forti emozioni con un solo sguardo, e la piccola adorabile nipotina che ha sempre la stessa età durante il corso della storia. Sarà proprio questa la chiave che gli permetterà di capire e ammettere la sua malattia. Questa storia incredibile dalle tinte chiare e nette è accompagnata dalle toccanti colonne sonore realizzate da James Horner premiato infatti con la “migliore canzone originale”. Un riconoscimento davvero speciale va dato inoltre ai formidabili doppiatori italiani (primo tra tutti Fabrizio Pucci che dà voce a Russell Crowe), che con il loro straordinario talento, anche se fisicamente invisibili, trasmettono emozioni da brivido con un’unica potentissima arma:la loro incredibile voce. Indubbiamente Ron Howard ha saputo trasportare in maniera eccellente la particolare vita di quest’uomo magnifico e geniale, realizzando un film di fortissimo impatto emotivo, che resterà sempre commovente in tutte le sue caratteristiche sfumature.

Giusy Del Salvatore


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