agosto 04, 2015

50 e 50 – Recensione

Un giovane uomo trasforma una gravissima malattia in un’occasione unica e in un’esperienza di vita in “50 e 50”, una storia di amicizia, amore e sopravvivenza

(50/50) Regia: Jonathan Levine – Cast: Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Bryce Dallas Howard, Anna Kendrick, Anjelica Huston, Julia Benson, Jessica Parker Kennedy, Philip Baker Hall – Genere: Commedia drammatica, colore, 115 minuti – Produzione: USA, 2011 – Distribuzione: Eagle Pictures – Data di uscita: 2 marzo 2012.

50e50Adam Lerner (Joseph Gordon-Levitt) ha una vita grandiosa e una ragazza sexy, è un artista di talento e ha un ottimo lavoro. Ad appena 27 anni sembra avere tutto. Ma quando Adam comincia a sentire un forte dolore alla schiena, scopre che ha una forma rara e potenzialmente mortale di cancro. Con un grosso tumore maligno che cresce lungo la sua colonna vertebrale, la sua vita cambia in un baleno, passando dallo jogging alle sedute chemioterapiche con altri “compagni di sventura”.

Il film, con un paio di significative nominations ai Golden Globe 2012 (Miglior Film e Miglior Attore), si colloca sicuramente nell’Olimpo dei lavori riusciti: Adam e il suo migliore amico Kyle (Seth Rogen, in veste anche di produttore) sono la colonna portante di tutta l’opera, ben diretta dallo stesso regista di “Fa la cosa sbagliata”.

È una bella storia dove domina l’amicizia prima di tutto e, nella sua duplice forma, l’amore materno e di coppia. Buona l’interpretazione della magnifica Anjelica Huston, che dopo “I Tenenbaum”, fornisce un’altra grande prova. Ben riuscito anche il personaggio della giovane terapeuta assegnata al caso, che ha il volto di Anna Kendrick, già vista in “Tra le nuvole”.

Da segnalare sicuramente alcune ‘tracks’ della colonna sonora, che si avvale della calda, intensa e inconfondibile voce di Eddie Wedder e dei Pearl Jam.

Il tocco vincente è senza alcun dubbio il tratto umoristico dato alla gravità del soggetto, che viene gestito correttamente, grazie anche alla verve dell’amico Kyle, che si rivela davvero commovente nella gestione dell’intera faccenda.

Insomma, si ride e si piange per un lungometraggio da vedere e far vedere, soprattutto in lingua originale, dove si apprezzano meglio tutti i tratti distintivi dei personaggi, a partire dalla splendida Anjelica Huston, prototipo di tutte le mamme del mondo.

Salvatore Cusimano

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