agosto 28, 2015

100 metri dal Paradiso – Recensione

Dopo l’esordio col drammatico “Animanera”, Raffaele Verzillo torna a dirigere per il cinema proponendo una storia leggera e spiritosa che però non lascia il segno

Regia: Raffaele Verzillo – Cast: Domenico Fortunato, Jordi Mollà, Giorgio Colangeli, Ralph Palka, Giulia Bevilacqua – Genere: commedia, colore, 95 minuti – Produzione: Italia, 2012 – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 11 maggio 2012.

100metridalparadisoLa commedia “100 metri dal Paradiso” è la seconda prova alla macchina da presa di Raffaele Verzillo, dopo l’esordio alla regia nel 2006 col drammatico “Animanera”.

In questa virata verso il buonumore propone la singolare avventura di Monsigmor Paolini, fermamente intenzionato, soprattutto per far gareggiare il figlioccio Tommaso, orientato a lasciare l’atletica per prendere i voti, a portare alle Olimpiadi di Londra 2012 una squadra di atleti che gareggino per i colori della Città del Vaticano.

Il buon monsignore incontrerà non pochi ostacoli che si frappongono fra le sue buone intenzioni e l’effettiva realizzazione del sogno, ma con un po’ di fantasia e l’aiuto della Divina Provvidenza, pian piano procede verso la storica impresa.

Film indipendente ma ben accolto nei Sacri Palazzi, bisognosi, in un periodo di appannamento dell’immagine come questo, di mostrare il lato buono di Sacra Romana Chiesa, si serve dello sport per veicolare le vicende dei protagonisti.

Un padre che cerca un riscatto personale attraverso i successi del figlio, una giovane donna irrisolta (la sorella di Paolini), e tanti bravi discepoli di Cristo, che si adoperano per il prossimo, ma non per questo non posseggono un talento sportivo, che si è scelto di abbandonare o che non si sapeva d’avere.

Peccato che, forse a causa della militanza nel piccolo schermo di Verzillo degli ultimi anni, l’originalità dell’idea si spenga in un racconto dall’andamento troppo televisivo, che potrebbe assicurare un grande ascolto in prima serata sul piccolo schermo, ma poco si sposa con le aspettative del pubblico che frequenta le sale cinematografiche.

In un cast dignitoso ma di poco spessore spicca il bravissimo Giorgio Colangeli, nei panni del fisioterapista della squadra, battute e tempi comici azzeccati rendono il suo Ottavio il personaggio più spassoso, e piacevolissima anche la performance del grande Enzo Garinei, che presta il volto all’anziano ma superattivo Padre Livio.

L’idea è spiritosa e il girato stimola il sorriso e la risata, ma si dimentica tutto ancor prima d’uscire dalla sala.

Per confezionare una commedia d’un certo livello occorre altro.

Maria Grazia Bosu

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